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In quali casi Mario Calabresi potrebbe diventare il candidato sindaco a Milano per il centrosinistra

Mario Calabresi potrebbe essere la figura che permetterebbe al centrosinistra di presentarsi alle elezioni a Milano 2027 in coalizione con i Riformisti. Tuttavia, ad oggi l’ipotesi primarie resta la più concreta, con Anna Scavuzzo e Pierfrancesco Majorino possibili candidati politici.
A cura di Enrico Spaccini
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Mario Calabresi (foto da LaPresse)
Mario Calabresi (foto da LaPresse)

Se c'è una cosa che la manifestazione di sabato 31 gennaio ha lasciato a Milano, oltre alle immagini di migliaia di persone scese in piazza per protestare contro la presenza dell'Ice alle Olimpiadi invernali, è la concreta possibilità che il centrosinistra presenti un candidato civico alle prossime elezioni amministrative. Tra i manifestanti, infatti, era presente anche Mario Calabresi, già direttore de La Stampa, La Repubblica e ora direttore editoriale di Chora Media, che a precisa domanda ha risposto: "Ne riparleremo". Come ricostruito da Fanpage.it, quella del giornalista, figlio del commissario Luigi, potrebbe essere la figura giusta per inserire nella coalizione anche i riformisti di Azione. Anche se le primarie restano ancora la via preferita e, forse, la più concreta.

Le primarie e l'ipotesi del candidato civico

A primavera 2027 i milanesi saranno chiamati a eleggere il loro nuovo sindaco. Il centrosinistra governa la città dal 2011 ma, dopo un mandato con Giuliano Pisapia e dieci anni di Beppe Sala, ad oggi non è ancora in grado di proporre un candidato che riesca a tenere unita una coalizione di partiti vincente e che, allo stesso tempo, governi in modo efficiente. Lo scorso dicembre si è proposta Anna Scavuzzo, in nome della continuità con l'esperienza Sala, dicendosi disponibile a scendere in campo. La vicesindaca, però, rischierebbe di trovarsi contro Verdi e Riformisti a causa della gestione della vendita dello stadio di San Siro da parte della Giunta e della posizione del Consiglio in merito al "salva Milano". Tra i candidati politici potrebbe esserci anche Pierfrancesco Majorino: già assessore in Comune, eurodeputato e oggi capogruppo del Pd in Regione Lombardia, rappresenterebbe il pezzo di coalizione più a sinistra, lasciando però perplessità nell'ala riformista. Calabresi, al contrario, rappresenterebbe la quota civica e potrebbe essere la figura che allargherebbe la coalizione di centrosinistra ai partiti riformisti.

Le fratture interne che si sono generate durante l'ultimo mandato sembrerebbero portare proprio alle primarie. In quel caso, gli elettori si ritroveranno a dover scegliere tra la continuità con quanto fatto da Sala, lo spostamento più a sinistra della coalizione o un allargamento tramite una figura civica, come appunto Calabresi ma anche Umberto Ambrosoli, verso i riformisti.

Resta, comunque, aperta la possibilità che il centrosinistra riesca a trovare un candidato che metta tutti d'accordo saltando, così, le primarie. Come appreso da Fanpage.it, questo ad oggi sarebbe possibile solo con un candidato civico, ovvero una figura esterna che non sia legata direttamente a un partito piuttosto che a un altro. Un candidato come Calabresi.

Truppo (FdI): "Calabresi parla ancora al ceto medio-alto della città"

Nel frattempo, anche nel centrodestra iniziano a spuntare candidature dal mondo civico. L'ultima è quella di Antonio Civita, imprenditore romano proprietario della catena ‘Panino Giusto' e fondatore della società sportiva Milano padel. Tuttavia per Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, per la destra sarebbe ormai "arrivato il momento di proporre un candidato politico, di assumersi la responsabilità di guidare la città per la quale ci siamo battuti in aula. Ci saranno altri rappresentanti della società civile che si dichiareranno a disposizione", ha dichiarato a Fanpage.it, "ma avere i soldi per fare la campagna elettorale non significa essere automaticamente un buon candidato".

Riprendendo le parole di Calabresi, che durante la manifestazione del 31 gennaio ha detto che "Milano è inaccessibile, bisogna renderla più accessibile", Truppo ha commentato: "Il centrosinistra parla ancora una volta al ceto medio-alto della città. Ci sono persone che stanno sopravvivendo, ma devono poter capire che a Milano ci si può vivere, possono costruire una famiglia e mettere i soldi da parte".

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