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Il ponte ciclopedonale sul fiume Adda crolla per la terza volta: il caso arriva in Regione

Si è verificato il terzo crollo della passerella ciclopedonale sull’Adda di Maccastorna. Il caso approda in Regione e la procura indaga per crollo colposo: “Capire le cause del crollo e la responsabilità dell’accaduto”.
A cura di Giulia Ghirardi
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L’intervento dei vigili del fuoco dopo il primo crollo della passerella sul versante lodigiano
L’intervento dei vigili del fuoco dopo il primo crollo della passerella sul versante lodigiano

Ieri, giovedì 19 febbraio, si è verificato il terzo crollo della passerella ciclopedonale sull'Adda di Maccastorna. Prima di questo, si erano già verificati due cedimenti, rispettivamente lo scorso 13 e 16 febbraio, e il caso era approdato in Regione. Il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni ha, infatti, depositato un'interrogazione chiedendo alla Giunta quali azioni intenda mettere in campo per garantire il ripristino della passerella – finanziata con 4 milioni di euro nell'ambito della Ciclovia VenTo – e quali siano i tempi previsti per la sua ricostruzione e la messa in sicurezza. Nel frattempo, la procura di Lodi ha avviato un'inchiesta per crollo colposo per verificare le cause del crollo e la responsabilità di quanto accaduto.

I tre crolli della passerella di Maccastorna

L'infrastruttura, agganciata al ponte della SP196, era in fase di collaudo e prossima all'apertura al pubblico quando una prima porzione ha ceduto sul lato lodigiano. Pochi giorni dopo, un secondo cedimento ha interessato il troncone nel territorio cremonese.

Sul posto – entrambe le volte – sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l'area e avviato le verifiche tecniche per comprendere l'entità del danno e le possibili cause del crollo. Nel frattempo, è stata realizzata una mappatura dettagliata della zona attraverso l'utilizzo di droni e i sommozzatori hanno ispezionato il fondale del fiume per verificare la presenza di eventuali detriti e accertare che nessuno fosse rimasto coinvolto nel cedimento. "Insieme ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po, ndr) abbiamo reso visibile la presenza di una pericolosità attraverso il posizionamento di alcune boe per evitare che le barche passino sotto il ponte pericolante", hanno spiegato i vigili del fuoco a Fanpage.it. Infine, nel corso della giornata di ieri si è verificato il terzo crollo che – di fatto – ha lasciato in piedi soltanto le parti centrali della struttura.

Le squadre dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area
Le squadre dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area

Le indagini della procura di Lodi

Per fare chiarezza sull'accaduto, la procura di Lodi ha avviato le indagini e nominato dei consulenti tecnici per ricostruire le cause del cedimento. Questo perché il triplo crollo, secondo gli investigatori, solleverebbe diversi dubbi sia sul piano tecnico sia su quello della gestione delle risorse pubbliche.

Intanto la ditta appaltatrice, con sede a Latina, dovrà presentare entro la settimana il piano operativo per la rimozione delle parti metalliche finite in acqua e di quelle ancora sospese. Due le opzioni al vaglio degli operatori: l'utilizzo di gru dal ponte stradale – ipotesi al momento favorita anche alla luce del recente rinforzo della struttura viaria – oppure l'accesso dall'alveo del fiume, soluzione che, però, appare complessa per le criticità ambientali.

L'interrogazione in Regione

Subito dopo il secondo crollo della passerella, lo scorso 16 febbraio, il consigliere regionale Matteo Piloni (PD) ha depositato l'interrogazione n. 21066 chiedendo alla Giunta di Regione Lombardia quali azioni intenda mettere in campo per garantire il ripristino della passerella e quali siano i tempi previsti per la ricostruzione e la messa in sicurezza. Nel frattempo, il movimento Angeli Lodigiani, attraverso l'esponente Stefano Rotta, ha espresso forte preoccupazione per la sicurezza dei lavori in programma sul ponte Bonaparte di Lodi, intervento anch'esso affidato ad Aipo. Dopo quanto accaduto alla passerella di Maccastorna, il movimento ha chiesto garanzie aggiuntive, verifiche puntuali e massima trasparenza prima dell'avvio dei lavori.

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