19 Settembre 2021
16:12

Il Museo del Novecento di Milano ospiterà la collezione Mattioli, la più importante sul Futurismo

I capolavori della collezione privata Gianni Mattioli, la più importante al mondo per quanto riguarda l’arte futurista e metafisica, entreranno a far parte dalla primavera 2022 del catalogo permanente del Museo del Novecento di Milano. I 26 capolavori che compongono la collezione – da Boccioni a Carrà, da Balla a Modigliani – valgono 143 milioni di euro: saranno ceduti in comodato gratuito per cinque anni.
A cura di Francesco Loiacono

Il Museo del Novecento di Milano si arricchisce con i capolavori della collezione privata Gianni Mattioli, la più importante al mondo per quanto riguarda l'arte futurista e metafisica. L'annuncio è stato fatto dal Comune in una nota ed è subito stato rilanciato dal sindaco Beppe Sala sui suoi social: "È una splendida notizia per la città, perché significa che la più importante collezione d'arte privata su Futurismo e Metafisica, con capolavori di Boccioni, Balla, Morandi e Sironi – solo per ricordarne alcuni – potrà finalmente essere ammirata".

Al momento si tratta di una cessione in comodato gratuito valida per cinque anni, decisa dal nipote di Gianni Mattioli, Giacomo Rossi, unico proprietario dei 26 capolavori che compongono la collezione, dichiarata "complesso di eccezionale interesse artistico e storico" dalla Soprintendenza e per questo motivo indivisibile e vincolata. Il valore della collezione, il cui nucleo principale venne costituito dal collezionista tra il 1946 e il 1953, è stimato in 143 milioni di euro: le opere troveranno posto nelle sale dell'Arengario a partire dalla primavera del 2022, dopo una mostra in Russia.

Tra le opere, quadri di Boccioni, Balla e Carrà

Tra i capolavori che compongono la collezione Gianni Mattioli ci sono quadri di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Giorgio Morandi, Mario Sironi e Amedeo Modigliani. Tra le opere spiccano "Materia", dipinto da Boccioni nel 1912, "Composizione con elica" di Sironi, e “Bottiglie e fruttiera (natura morta)" del 1916 di Morandi. Ma potranno essere ammirate anche opere come "La galleria di Milano" di Carrà, entrata a far parte della collezione nel 1951, o il "Paesaggio" del 1914 di Morandi. Grazie a questa donazione il Museo del Novecento "diventerà sempre di più un polo artistico di rilievo nazionale e un punto di riferimento per chi vuole ammirare l'arte italiana della prima parte del secolo scorso", ha detto il sindaco Sala.

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