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Il fratello di Margherita Botto, morta con il suicidio assistito in Svizzera: “Voleva andarsene nella sua casa”

Il fratello di Margherita Botto, la docente morta con il suicidio assistito in Svizzera, ha raccontato che la sorella voleva andarsene in casa sua ma in questo “Paese incivile non è stato possibile”.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Margherita Botto avrebbe voluto andarsene "nella sua casa", ma in questo Paese "incivile non è possibile". A dirlo è il fratello della professoressa di 74 anni, che era malata oncologica, che è morta nella mattinata di martedì 28 novembre in Svizzera attraverso il suicidio medicalmente assistito. Paolo Botto si è autodenunciato alla stazione dei carabinieri della compagnia Duomo a Milano.

Il fratello si è autodenunciato con Marco Cappato

Ha affermato chela sorella voleva andarsene senza soffrire: "Io ho solo cercato di aiutarla". Insieme a lui, sono indagati per aiuto al suicidio anche Marco Cappato (tesoriere dell'associazione Luca Coscioni) e Cinzia Fornero (volontaria dell'associazione Soccorso Civile). Il reato prevede una condanna fino a dodici anni di carcere. Non è il primo in Italia. Per la Procura del capoluogo meneghino si tratta della quarta inchiesta.

A coordinare le indagini sono il pubblico ministero Luca Gaglio e la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano. Gli stessi hanno coordinato l'indagine per Elena Altamira, malata terminale di cancro, e Romano, ex giornalista con una forma grave di Parkinson, anche loro morti con il suicidio assistito in Svizzera.

La scoperta della malattia

Margherita Botto era una professoressa universitaria di letteratura francese che tradotto alcuni grandi scrittori come Emmanuel Carrère, Fred Vargas e Jonathan Littell. Quando ha scoperto la malattia, aveva appena finito di licenziare le bozze di un libro dello scrittore Orhan Pamuk. A Ferragosto è andata in ospedale perché le si era gonfiato il collo: in tre settimane la situazione è precipitata.

"Trascorreva le giornate sempre a letto. Quando è stata confermata la diagnosi di non operabilità del tumore ha subito detto: "Voglio andarmene". Il fratello ha ripetuto di voler solo rispettare la sua volontà. Ieri, Marco Cappato, ha spiegato che le persone che si stanno rivolgendo all'associazione per accedere al suicidio assistito "stanno aumentando continuamente". C'è una media di "oltre cinque persone al giorno".

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