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Chi era Margherita Botto, accompagnata dal fratello e da Marco Cappato in Svizzera per il suicidio assistito

Margherita Botto, la donna che ha deciso di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, aveva 74 anni ed era stata professoressa universitaria di lingua e letteratura francese.
A cura di Giorgia Venturini
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A sinistra Margherita Botto, a destra Marco Cappato
A sinistra Margherita Botto, a destra Marco Cappato

Era stata professoressa universitaria di lingua e letteratura francese. Aveva scritto libri ed era una famosa traduttrice. Si chiamava Margherita Botto e aveva 74 anni la donna che ha deciso di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera perché ormai al terzo stadio di una grave malattia. Il fratello e Marco Cappato questa mattina si presenteranno in caserma dai carabinieri per autodenunciarsi: è stata infatti l'associazione Soccorso Civile a organizzare il viaggio verso la clinica Svizzera e tutto il resto.

Margherita Botto aveva espresso la volontà di porre fine alla sua vita in modo dignitoso: soffriva di una grave malattia, era affetta da adenocarcinoma al terzo stadio ed era stanca di altre sofferenze fisiche e psicologiche. All'organizzazione svizzera aveva espresso in una lettera il suo pensiero: "Le mie speranze di giungere alla guarigione e di poter ritornare ad una qualità della vita non dico soddisfacente, ma almeno accettabile, sono molto ridotte o nulle. Il proseguimento del protocollo di cura mi esporrebbe a ulteriori sofferenze per almeno un anno o più, senza molte probabilità di successo. In questa situazione intendo liberamente ed autonomamente porre fine al protocollo di cure, affrontandone consapevolmente le infauste conseguenze".

La carriera di Margherita Botto

In molti conoscevano Margherita Botto per i suoi impegni accademici e per i suoi lavori da traduttrice. Era stata docente di letteratura francese e di linguistica francese presso le università di Pavia, Sassari e Bergamo. Come si legge sul sito del Premio Strega Europeo, la donna ha anche esordito come traduttrice di saggistica, dal francese e dall’inglese, alla fine degli anni Settanta, collaborando con le case editrici Einaudi, Edizioni di Comunità, Il Saggiatore, Cortina, Adelphi, Baldini Castoldi Dalai e con la Fondazione Olivetti.

Ma la sua grande passione era la narrativa francese da cui si è dedicata dal 2000 e soprattutto per la casa editrice Einaudi e, più recentemente, Neri Pozza. Tra gli autori tradotti, Fernand Braudel, Marc Fumaroli, Lubomir Doležel, Ph. G. Zimbardo, Alexandre Dumas, Stendhal, Jonathan Littell, Emmanuel Carrère, Gilles Leroy, Fred Vargas, Boualem Sansal.

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