Il creator Leo Mel aggredito dall’ex della sorella: “Minacce da un anno, continuiamo a denunciarlo ma resta libero”

Minacce di morte, aggressioni e tentativi di estorsione che vanno avanti da circa un anno: è questo che starebbe accadendo alla famiglia del creator e modello conosciuto sui social come "Leo Mel" da marzo del 2025. Stando a quanto raccontato dal ragazzo a Fanpage.it e in base a quanto contenuto nelle denunce, che Fanpage.it ha potuto visionare, l’autore sarebbe l’ex compagno della sorella.
Mentre l'uomo è ancora libero di agire indisturbato – non sarebbe stato predisposto nessun divieto di avvicinamento e/o il braccialetto elettronico –, "alla fine chi vive in prigione siamo noi", ha detto a Fanpage.it.
La vicenda è emersa a seguito di un video pubblicato su instagram proprio da Leo Mel in cui, dall'ospedale e con ferite visibili sul volto, racconta dell'aggressione che avrebbe subito dall'ex compagno della sorella la sera del 22 febbraio, sul pianerottolo della casa in cui abita la sua famiglia. "Se la giustizia fosse giusta – dice il creator – lui sarebbe già stato ai domiciliari e non libero di venire a minacciare la mia famiglia, di spaccare la faccia".
Il racconto dell'aggressione
"C'è F****o fuori dalla porta di casa": è questo il messaggio che Leo avrebbe ricevuto da sua madre alle 23:55 del 22 febbraio. Nonostante non fosse sorpreso, perché episodi del genere si ripeterebbero ogni mese da marzo del 2025, "speravo dentro di me che avesse sbagliato e che intendesse fuori dal portone del palazzo". Il ragazzo, che a Fanpage.it racconta di vivere con le scarpe accanto al letto e le chiavi già nella tasca della giacca per poter essere pronto in caso di bisogno, avrebbe iniziato a correre verso la casa della sua famiglia, poco distante dalla sua abitazione.
"Urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, ammazzato mia sorella e portato via la bambina", ovvero la nipote di Leo che ha cinque anni (e che non è la figlia dell'indagato). Una volta arrivato, inizialmente il ragazzo avrebbe provato a calmare l'uomo che si trovava fuori dalla porta di casa della madre, dicendogli di andare via, ma "era impossibile, era fuori di testa, diceva parole orrende e cercava di superarmi per entrare in casa".
Leo sarebbe riuscito a rimanere lucido e avrebbe chiesto alla madre di aprire la porta per fare il video, pubblicato anche su instagram, che avrebbe poi consegnato anche agli inquirenti come prova, insieme a tutte le altre che riempiono il fascicolo: "Ormai mi sento in dovere di dover raccogliere prove ogni volta, perché sembra che non siano mai abbastanza, visto che lui è sempre a piede libero".
Dopo il video Leo avrebbe scortato fuori dal palazzo l'ex compagno della sorella che, già lungo le scale, avrebbe provato due volte ad aggredirlo, "gli ho bloccato i polsi, perché comunque sulle scale ho avuto paura che un colpo, anche se non forte, mi avrebbe potuto far cadere dalle scale e magari sbattere la testa". Arrivati fuori dal palazzo, mentre la madre di Leo allertava le Forze dell'Ordine, l'uomo avrebbe iniziato a minacciare di uccidere la sorella di Leo quella notte. Alla risposta del modello che gli avrebbe detto di non azzardarsi a "toccare sua sorella, perché altrimenti avrebbe pagato le conseguenze, ovviamente intendevo legali", l'uomo sarebbe tornato indietro e lo avrebbe colpito in faccia.
Leo sarebbe rimasto immobile "anche se proprio è stato contro ogni mio istinto di sopravvivenza, dato ti verrebbe almeno da proteggerti, sono rimasto fermo solo per rimanere dalla parte del giusto e avere la denuncia possibile". Quando la Polizia è arrivata l'uomo era già scappato. Il modello a quel punto si sarebbe recato in ospedale per farsi mettere i punti alla ferita e poi a fare l'ennesima denuncia.
Un anno di minacce, aggressioni e denunce inascoltate
"Questa denuncia per lesioni che ho fatto sabato non era la prima denuncia che facevamo", spiega Leo a Fanpage.it. L'ex compagno della sorella – che avrebbe anche precedenti penali – "ci minaccia di morte, ci aggredisce e tenta di fare anche estorsione da praticamente un anno e non si è mai interrotto". Ogni mese, da marzo del 2025, Leo o la sua famiglia avrebbero chiamato i soccorsi: la Polizia sarebbe intervenuta più volte proprio durante questi episodi che sono stati messi a verbale.
L'aggressore più volte avrebbe mandato messaggi di morte alla sorella di Leo per "isterie di gelosia incredibili, già da quando stavano insieme". Tre aggressioni sarebbero state fermate direttamente dalla polizia, "ma poi ci sono le 12 ore di tempo che la legge consente di tenerlo in stato di fermo e poi lo lasciano libero e aggiungono il verbale a un fascicolo che è già pieno di altri verbali".
"Io non pretendo che il mio caso vada in tribunale domani, però io pretendo che finché il mio caso non arriva in tribunale ci tuteli nel frattempo. Mettilo ai domiciliari, mettigli un braccialetto elettronico": quella di Leo e della sua famiglia sembra essere diventata una vita in gabbia per la paura di quello che potrebbe succedere.
Leo, che di professione fa il modello, ha iniziato con il passare dei mesi "a togliere sempre più viaggi di lavoro, perdere possibilità, perché come faccio? La mia vita si è appiattita per questo orrore, perché non puoi sapere quando succede e se mi suona il cellulare in qualsiasi momento, anche della notte, devo sapere che in quattro secondi sono vestito e posso essere lì". Gli appostamenti, infatti, sarebbero capitati a orari diversi del giorno e della notte, "alle 10 del mattino, come alle 15 del pomeriggio o di notte", anche perché l'uomo abiterebbe vicino alla famiglia di Leo.
La paura che le minacce di morte si possano concretizzare c'è, "sia che ci sia l'intenzione, sia che non ci sia l'intenzione, perché a furia di picchiare persone in testa prima o poi becchi il punto sbagliato". Oltre alla paura, c'è la rabbia di sentirsi "abbandonati dalla giustizia" e non tutelati e il pensiero che "fino a quella mattina [quella del primo episodio di minacce e aggressioni, ndr] vivevo sereno la mia vita, da quella sera sono minacciato di morte da uno che ho visto una volta e a cui non ho fatto niente".