Il Comune avrebbe favorito Inter e Milan nella vendita di San Siro: “Condivise Delibere e aspetti economici”

Tra il Comune di Milano e i dirigenti di Fc Internazionale spa e Ac Milan spa, ovvero Inter e Milan, ci sarebbero state "costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti" che, secondo la Procura, avrebbero "turbato il procedimento amministrativo" che ha portato alla "determinazione del contenuto dell'Avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse" relative alla vendita dello stadio ‘G. Meazza' e le aree circostanti adottato il 24 marzo 2025. Avviso che avrebbe dovuto porsi in concorrenza con la proposta d'acquisto formulata dalle società calcistiche, ma che nei fatti andò deserto. Per gli inquirenti, difficilmente avrebbe potuto dare un esito diverso, dato che era stato determinato da Delibere che, prima di venire discusse dalla Giunta comunale, sarebbero passate tra le mani dei dirigenti dei due club.
Le Delibere di Giunta condivise con le società prima dell'approvazione
L'inchiesta dei pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati, con le ipotesi d'accusa a vario titolo di turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio, nove persone. Tra queste compare Giancarlo Tancredi, ovvero l'ex assessore alla Rigenerazione urbana (da ottobre 2021 a luglio 2025), nonché Responsabile unico del progetto per la dismissione dello stadio ‘G. Meazza' (dal 18 luglio 2019 al 29 ottobre 2021). Come riportato nel provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha autorizzato le perquisizioni a carico degli indagati e che Fanpage.it ha potuto visionare, sarebbe stato lui in almeno due occasioni a condividere bozze di Delibere con gli altri indagati.
In particolare, si parla della Delibera di Giunta numero 1379 del 5 novembre 2021. Il documento era relativo alla dichiarazione di pubblico interesse e sarebbe stata condivisa prima della discussione da Tancredi con Ada De Cesaris, ovvero la consulente dell'Inter per i lavori sullo stadio. L'altra, invece, è la Delibera di Giunta numero 28 del 19 gennaio 2023, relativa alla conclusione del Dibattito pubblico e all'interno della quale erano presenti elementi chiave del progetto poi ripresi nell'Avviso pubblico del 24 marzo 2025. Questo documento, sostengono i pm, sarebbe stato condiviso ancora da Tancredi con Mark Van Huuksloot, procuratore dell'Inter tra il 15 novembre 2018 e l'11 marzo 2025.
L'area intorno a San Siro già nel Piano delle Alienazioni del 2019/2021
Secondo gli inquirenti, queste "interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti" tra Comune e società sarebbero state "costanti" a partire dalla "fase genetica" del procedimento e poi protratte "sino a stabilire, in sostanza, il contenuto" dell'Avviso pubblico. Già nel 2019, hanno rilevato gli inquirenti, il Comune aveva inserito nel Piano delle Alienazioni e delle Valorizzazioni Immobiliari (quindi tra i beni da valorizzare con una vendita) per il triennio 2019/2021 non soltanto lo stadio ‘G. Meazza', ma anche l'intera area coincidente poi con la cosiddetta ‘Grande funzione urbana (Gfu) San Siro' "in conformità alle richieste delle società".
Le varie condivisioni avrebbero riguardato anche i potenziali vincoli che avrebbero potuto bloccare ogni progetto. Per esempio, secondo l'accusa "l'attore pubblico e la parte privata" avevano "stabilito e concordato che la procedura di vendita doveva concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal ministero della Cultura". Infine, sarebbero stati valutati congiuntamente e condivisi anche gli aspetti economici riguardanti il valore di 197 milioni di euro della Gfu, compresi gli scomputi dal prezzo di vendita finale.