Hostess denuncia sindacalista per molestie a Malpensa, riparte il processo dopo le assoluzioni annullate

È iniziato questa mattina, martedì 27 gennaio, il processo d'Appello-bis a Milano per violenza sessuale ai danni di Barbara D'Astolto, ex hostess di volo dell'aeroporto di Malpensa, e a carico dell'ex sindacalista Raffaele Meola. L'imputato era stato in precedenza assolto in primo e in secondo grado, in quanto la presunta vittima della molestia aveva reagito in un tempo stimato di circa 30 secondi, cosa che lo avrebbe indotto a pensare che fosse consenziente. A febbraio dell'anno scorso, però, la Corte di Cassazione ha annullato le assoluzioni ribadendo che nei casi di violenza sessuale il consenso non è mai presunto e che quindi il processo è da rifare. L'udienza è stata rinviata al prossimo 13 febbraio, quando D'Astolto, assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli, verrà di nuovo ascoltata.
La denuncia e le assoluzioni dell'ex sindacalista
Stando a quanto aveva raccontato D'Astolto, il presunto abuso era avvenuto durante l'incontro che si era tenuto il 12 marzo 2018 nella palazzina degli uffici sindacali di Malpensa. Al tempo lavorava come assistente di volo per una compagnia aerea e aveva fissato un colloquio con un rappresentante del sindacato per valutare la possibilità di intentare una causa di lavoro. Durante quella seduta, però, Meola l'avrebbe baciata e palpata.
Finito a processo per violenza sessuale, Meola è stato assolto sia in primo che in secondo grado. Come riportato nelle motivazioni della Corte d'Appello di Milano, si erano trattati di "toccamenti repentini tali da porre la persona offesa in una situazione di assoluta impossibilità di sottrarsi alla condotta", ma nonostante questo nei 30 secondi successivi avrebbe avuto la possibilità di dileguarsi.
La decisione della Cassazione e il nuovo Appello
A febbraio dell'anno scorso, però, la Cassazione ha annullato le due assoluzione, chiedendo la ripetizione del processo d'Appello, e pubblicato le motivazioni a giugno 2025. La Suprema Corte ha ribadito, citando sentenze già pubbliche, che il reato di violenza sessuale comprende "qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo, ancorché fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo, sia idoneo e finalizzato a porne in pericolo la libera autodeterminazione della sfera sessuale" e che "per la consumazione del reato è sufficiente che il colpevole raggiunga le parti intime della persona offesa, essendo indifferente che il contatto corporeo sia di breve durata, che la vittima sia riuscita a sottrarsi all'azione dell'aggressore o che quest'ultimo consegua la soddisfazione erotica".
L'udienza di oggi, celebrata a porte chiuse su richiesta dell'imputato, si è conclusa con il rinvio al 13 febbraio. In quell'occasione verrà ascoltata di nuovo la versione di D'Astolto in qualità di persona offesa. "Non ho nessun timore a raccontare di nuovo lo svolgimento dei fatti", ha dichiarato l'ex hostess, "perché quando una persona racconta la verità la racconta sempre nello stesso modo. L’imputato invece continua a cambiare la sua e a tentare di mistificare la realtà semplice di quanto avvenuto. Mi spiace solo che questa storia, iniziata 8 anni fa, fatichi ancora così tanto a vedere la giusta fine, e che a salire sul banco degli imputati siano ancora e sempre le vittime".