Hamza Salama ucciso con 16 coltellate a Crema la sera di Pasquetta, 18enne a processo immediato
La giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Brescia, Mariateresa Canzi, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Sami Mandour, il ragazzo accusato di essere l'autore materiale dell'omicidio di Hamza Salama. Secondo l'accusa, sarebbe stato lui lo scorso 6 aprile, quando aveva ancora 17 anni, a uccidere il 20enne con 16 coltellate nel quartiere San Bernardino a Crema (in provincia di Cremona). L'avvocato Vincenzo Cotroneo, che difende Mandour, potrà chiedere il rito abbreviato. L'udienza è prevista per il 17 dicembre.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla pm Federica Cerio, Salama era stato ucciso intorno alle 22:30 della sera di Pasquetta in via Brescia a Crema. Il 20enne, di origini egiziane, era stato picchiato con calci, pugni e con un bastone. Infine, era stato ferito con 16 coltellate a fianchi e torace. Come emerso dall'autopsia, una sola coltellata era riuscita a raggiungere il cuore, uccidendolo.
Mandour, oggi detenuto nel carcere minorile Beccaria di Milano, era stato arrestato il mattino seguente a Sergnano, a casa del fratello. Il 17enne, di origine marocchina e che sarebbe diventato maggiorenne tre settimane dopo, aveva raccontato agli investigatori che sarebbe stato un amico a dargli il coltello e che avrebbe aggredito Salama perché questo gli avrebbe rubato una collanina.
La Procura di Cremona contesta a Mandour l'omicidio, ma anche il porto del coltello a serramanico, del bastone e la rapina, dato che per scappare quella sera avrebbe rubato la bicicletta a un passante. Sono indagati, per concorso in omicidio, altri due ragazzi maggiorenni che si trovavano insieme al 17enne poco prima del delitto e una ragazza accusata di favoreggiamento perché avrebbe cercato di coprire gli altri.