Giudice popolare entra in Tribunale con un coltello e viene denunciato: “Sono un cercatore di funghi”

È iniziato oggi, martedì 27 gennaio, il processo per l'omicidio di Vasilica Potincu che vede Andrea Mostoni imputato per femminicidio. La 35enne era stata uccisa nella serata di sabato 25 maggio 2025 a Legnano (nella Città Metropolitana di Milano) con una coltellata alla schiena, secondo la Procura, dal manutentore 29enne. L'udienza, però, è iniziata con circa mezz'ora di ritardo. Uno dei giudici popolari, che avrebbe dovuto fare parte della Corte d'Assise, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico e per questo denunciato e poi estromesso. L'uomo ha dichiarato di esserselo dimenticato nel marsupio perché lo usa solitamente per andare a cercare funghi.

L'arma è stata individuata dagli addetti alla sicurezza del Tribunale di Busto Arsizio mentre facevano passare la borsa sotto lo scanner. L'uomo, che avrebbe dovuto essere uno dei giudici laici nel processo a carico di Andrea Mostoni, ha dichiarato di essere un appassionato cercatore di funghi e che probabilmente si era dimenticato il coltello a serramanico nel borsello che aveva portato con sé. Il presidente della Corte ha fatto chiamare le forze dell'ordine che, sebbene ritenessero credibile la versione dell'uomo, hanno dovuto comunque denunciarlo ed estrometterlo dal Tribunale.
Dopo questo episodio, l'udienza è cominciata. Mostoni è accusato di aver ucciso Potincu la sera del 25 maggio dell'anno scorso in un appartamento di via Stelvio a Legnano. La 35enne lavorava come escort ed era solita accogliere clienti in quell'abitazione. Il 29enne, manutentore residente a Robecco sul Naviglio, era stato fermato tre giorni dopo dai carabinieri di Legnano coordinati dal pm Ciro Caramore. Secondo gli investigatori, Mostoni le aveva prestato più di 50mila euro e aveva sviluppato un'ossessione per la donna, culminata nell'omicidio. Lui ha sempre negato di essere il responsabile della morte della 35enne. Madre, marito, figlio e sorella della vittima sono stati ammessi come parti civili al processo.