Il giudice per le indagini preliminari di Milano Tommaso Perna ha accolto la richiesta dei legali di Alberto Genovese, l'imprenditore arrestato con l'accusa di violenza sessuale e in carcere dal 6 novembre scorso, disponendo una perizia che stabilisca se effettivamente le condizioni di salute mentale del fondatore di Facile.it (che dal 2014 non ha più alcun ruolo nella società) siano compatibili o meno con il carcere. Come lamentato dai suoi avvocati, infatti, Genovese avrebbe una forte dipendenza dalla cocaina e gli occorrerebbe un percorso di riabilitazione al di fuori del San Vittore.

Il gip: Perizia per capire se deve disintossicarsi

Il perito nominato dal gip è Enrico Zanalda, direttore del Dipartimento salute mentale della Asl di Torino. Secondo quanto riportato da Repubblica, nel richiedere la perizia – a cui i pubblici ministeri si erano opposti – i legali di Genovese si sono basati sulla richiesta precedente in cui avevano avanzato la richiesta di scarcerarlo e concedergli gli arresti domiciliari in una clinica per disintossicarsi. Era fine del febbraio scorso e il giudice la respinse. Ora, invece, hanno sottolineato come Genovese sia sottoposto ad una terapia farmacologica senza però ricevere una vera e propria diagnosi. Nell'istanza di febbraio, i suoi avvocati evidenziavano anche il rischio che l'imprenditore potesse suicidarsi in carcere. Lo scorso 25 febbraio, inoltre, a Genovese è stata notificata una seconda ordinanza con l'accusa di stupro contestatogli da una modella di 23 anni lo scorso 10 luglio a Ibiza. Anche la 23enne ha lamentato di essere stata drogata dall'imprenditore prima che lui abusasse di lei. Il nome di Genovese compare tra la lista degli indagati anche in un'inchiesta che indaga sui suoi movimenti finanziari.