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Coronavirus
28 Giugno 2021
9:50

Galli: “La variante Delta non è una minaccia, è una promessa: ci sono problemi nel neutralizzarla”

“La variante Delta non è una minaccia, è una promessa. Si diffonderà e ci sono alcuni problemi nel neutralizzarla. I vaccini, però, in tal senso aiutano: offrono protezione e limitano le forme gravi. Per questo credo che non ci saranno altre ondate di malattia come osservato l’anno scorso. È il bicchiere poco più che mezzo pieno”. A dirlo a Fanpage.it è il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano che spiega le caratteristiche delle varianti scoperte, da Delta a Kappa, passando per la Delta Plus.
A cura di Filippo M. Capra
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Gli scienziati sono preoccupati. La variante Delta del Covid, inizialmente nota come variante indiana, si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Europa. E non solo quella. In Lombardia, dove la Delta al momento è ferma al 3,2 per cento dei casi, è stata trovata anche la variante Kappa, "diramazione" della variante indiana. Per capire di più della natura di queste varianti del virus che ha bloccato il mondo per oltre un anno, Fanpage.it ha contattato il professor Massimo Galli dell'ospedale Sacco di Milano.

Partiamo dalla variante Delta. L'assessore Moratti ha detto che in Lombardia è diffusa per il 3,2 per cento dei casi totali. Quanto fa paura?

Per quanto riguarda la variante Delta, l'ho già detto in altre occasioni e mi è saltato addosso il mondo, si diffonde il 50 per cento più velocemente di quella inglese. La variante Delta non è una minaccia, è una promessa: si diffonderà. Meno di quanto sarebbe capace di fare grazie al numero di vaccinati. Questo è il bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo monitorarla bene.

Che differenze presenta rispetto alle varianti note come inglese, sudafricana e brasiliana?

Oggi è stato pubblicato un report speciale dove vengono analizzate le varianti. In sostanza la variante Kappa potrebbe essere ancora più contagiosa ma presentare anche una riduzione della virulenza. Ma c'è un numero di casi limitati per studiarlo. La Delta ha un aumento della trasmissione e ci sono problemi nel neutralizzarla. L'inglese ha un aumento della trasmissione, ma non della virulenza, anche se alcuni studi britannici spiegano che c'è stato un aumento della letalità, specialmente qualche mese fa. La classificazione delle varianti fa diventare matti anche noi virologi: si classifica il punto di provenienza di un virus, per quello che viene detta "indiana", "inglese", eccetera. Non capisco perché ci si offenda.

Cos'è la variante Delta Plus?

La variante indiana è stata divisa in Delta e Kappa e questa è la terminologia attuale. La Delta Plus è una variante della Delta: al momento è sotto osservazione. Sia la variante sudafricana che la variante Delta hanno dal 52 al 64 per cento in più di capacità diffusiva. La Delta ha l'85 per cento di possibilità in più di causare ospedalizzazione rispetto all'inglese. La Delta Plus aggiunge un'arma alla Delta.

Cosa ci può dire di quest'ultima? 

C'è il problema del decremento della neutralizzazione che però si associa a una apparente riduzione della virulenza. Ma non scommetterei sulla conclusività di questi dati. Credo ci siano da aspettare studi più robusti. La variante Kappa è probabilmente la variante indiana originaria che successivamente ha cambiato nome facendola sembrare una novità.

Da oggi via le mascherine all'aperto in zona bianca. Cosa ne pensa?

Se si ha una concentrazione eccessiva di persone, anche all'aperto il rischio di trasmissione c'è. Abbiamo una circolazione del virus che è ben diversa e i vaccini continuano ad essere fatti. La revoca dell'obbligo è un feticcio della politica in termini di volerlo fare comunque quasi come questo o quel partito debba ascriversi il merito di averlo fatto, mandando un segnale di novità. Molti però hanno più buonsenso e la usano ancora perché strumento di protezione. Il mio consiglio è di continuare ad usarla, specialmente tra chi non è stato vaccinato e chi ha una storia individuale di rischi vari.

A settembre rischiamo una nuova ondata?

Da come siamo messi anche per numero di vaccini credo sia molto più probabile che non avremo un'ondata vista l'anno scorso. La protezione che ci danno i vaccini è sufficiente per scongiurare un'ulteriore ondata di malattia come l'abbiamo vista a livello di ospedalizzazioni e morti.

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