L'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, che sta scontando ai domiciliari una condanna definitiva per corruzione, ha chiesto al tribunale di sorveglianza di Milano l'affidamento in prova ai servizi sociali. L'ex Celeste, secondo quanto riportato da Giuseppe Guastella sul "Corriere della sera", vorrebbe insegnare italiano alle suore straniere che si occupano di assistere anziani e disabili in alcune strutture di assistenza della Lombardia, in particolare al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano.

La condanna, il carcere e i domiciliari

Formigoni è stato condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi di carcere per corruzione per la vicenda Maugeri-San Raffaele: mentre era presidente della Regione Lombardia ottenne utilità milionarie in cambio di delibere favorevoli alle due strutture sanitarie. Dopo la sentenza della Cassazione per il 72enne politico di lungo corso, ex pezzo grosso di Comunione e liberazione, si erano aperte le porte del carcere di Bollate, penitenziario modello alle porte di Milano, dove Formigoni ha scontato cinque mesi della sua condanna. A luglio del 2019 poi l'ex governatore aveva ottenuto la detenzione domiciliare, che è stata confermata a giugno di quest'anno dalla Cassazione che ha respinto un ricorso della procura generale. Adesso che la pena residua è scesa sotto i quattro anni per Formigoni, che non ha mai violato le norme impostegli, c'è la possibilità di chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali e uscire così dalla sua casa nella zona di piazza Firenze per più delle due ore giornaliere finora concesse. Affidamento che Formigoni intende trascorrere presso le religiose straniere che sono in servizio presso il Piccolo Cottolengo: il 72enne già prima di finire in carcere aveva insegnato l'italiano a una decina di suore del Madagascar e adesso vorrebbe riprendere la stessa attività, se i giudici glielo consentiranno.