Fino a 800 euro sottratti, droga e telefoni: le estorsioni di Cinturrino e 5 poliziotti ai pusher di Rogoredo

Denaro contante, droga e perfino un telefono cellulare. È questo il bottino che, secondo la procura di Milano, Carmelo Cinturrino – in carcere da fine febbraio per l'omicidio volontario pluriaggravato di Abderhaim Mansouri, indagato per oltre 30 capi di imputazione – e altri 5 agenti della polizia avrebbero sottratto durante i controlli di servizio. Un elenco preciso di episodi che sembra delineare non soltanto singoli abusi, ma una prassi consolidata e ripetuta nel tempo.
In base alla richiesta di incidente probatorio della Procura di Milano, infatti, sei dei sette agenti di polizia indagati sono accusati direttamente di furto o concussione (sottrazione di denaro o oggetti), sebbene la maggior parte di loro sia coinvolta in reati di natura predatoria. Nello specifico, Carmelo Cinturrino è coinvolto in quasi tutti i capi d'accusa, inclusi molteplici episodi di concussione (costrizione a consegnare denaro) e estorsione (per impossessarsi di droga e denaro delle vittime). L'agente Luigi Ramundo è indagato per diversi episodi di estorsione e tentata estorsione finalizzati alla sottrazione di stupefacenti e denaro, Davide Picciotto per tentata rapina in concorso, Gaetano Raimondi per estorsione in concorso. Per concussione sono, invece, indagati i poliziotti Giuseppe Pisano e Francesca De Simone.
Secondo gli atti, che Fanpage.it ha potuto visionare, gli agenti avrebbero sottratto denaro in più occasioni a cittadini fermati o controllati. Le cifre non sono marginali: si va da 30 euro che sarebbero stati sottratti nel maggio 2024, fino a estorsioni di 800 euro che lo stesso uomo si sarebbe visto portare via il 22 gennaio 2026. Episodi analoghi riguarderebbero anche Mansouri, il 28enne ucciso con un colpo di pistola alla testa vicino al bosco di Rogoredo, a cui sarebbero stati sottratti 200 euro sempre a gennaio 2026, oltre a svariate somme non quantificate in precedenti occasioni tra l'estate e dicembre 2025. Non si tratta, però, solo di denaro. Le accuse comprendono anche la sottrazione di sostanze stupefacenti, in quantitativi non sempre precisati, come cocaina, eroina o hashish. A questo si aggiunge poi il furto di un telefono cellulare che sarebbe stato eseguito dallo stesso Cinturrino.
L'aspetto più allarmante, tuttavia, riguarderebbe il presunto meccanismo costruito per coprire queste condotte. Secondo l'accusa, gli agenti avrebbero redatto falsi verbali di sequestro, attribuendo la droga a persone che, secondo gli inquirenti, non ne erano in possesso, al solo scopo di giustificare arresti e interventi altrimenti illegittimi. Una pratica che, se dimostrata, non rappresenterebbe "soltanto" una violazione gravissima allo Stato di diritto, trasformando chi dovrebbe far rispettare la legge in chi la piega a proprio vantaggio, ma anche un colpo diretto alla credibilità delle forze dell'ordine e alla fiducia dei cittadini nello Stato.