Espone una gigantografia di Totò nel locale e sui social: pizzeria di Milano deve risarcire i nipoti per 8mila euro

Un ristorante-pizzeria di Milano è stato condannato dal Tribunale di Milano a risarcire con circa 8mila euro i nipoti di Antonio De Curtis, la leggenda del cinema del Novecento italiano meglio nota come Totò. Secondo i giudici, i gestori del locale avrebbero sfruttato l'immagine dell'attore in modo illegittimo, esponendo una sua gigantografia e pubblicandone la foto anche sui propri canali social senza avere il consenso dei suoi eredi.
Come riportato dal Corriere della Sera, a fare causa al ristorante milanese sono stati i nipoti dell'attore napoletano, diventati unici eredi in seguito alla morte della madre Liliana De Curtis sopraggiunta nel giugno del 2022. La figlia di Totò, infatti, aveva sottoscritto con alcune società contratti che regolano lo sfruttamento dell'immagine del padre. I gestori del locale di Milano, però, nel 2016 avevano affisso nel loro ristorante la gigantografia di Totò senza chiedere il consenso ai suoi eredi e l'hanno tolta solo a gennaio 2025 a seguito di una diffida.
I giudici della sezione Imprese del Tribunale di Milano nei giorni scorsi hanno condannato i gestori del ristorante a risarcire gli eredi di Totò con circa 8mila euro per l'uso illegittimo dell'immagine. Nella sentenza, pubblicata nei giorni scorsi, è stato chiarito il fatto che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. In caso di decesso, il consenso deve arrivare dagli eredi "fino alla quarta generazione".
Si può divulgare un'immagine senza consenso solo se "la riproduzione sia collegata a manifestazioni pubbliche (o anche private, ma di rilevanza sociale), salvo che da tale evento derivi pregiudizio all’onore o al decoro della persona ritratta, a condizione che l’immagine non sia sfruttata per ragioni commerciali". In questo caso specifico, i ristoratori avevano usato l'immagine di Totò all'interno del locale, ma l'avevano anche pubblicata su piattaforme come Tripadvisor e social come Facebook. Per i giudici, dunque, "non vi è dubbio che l’esposizione delle immagini di Totò hanno finalità promozionale e pubblicitaria, che esclude l’esenzione di responsabilità". Un caso simile a quello che aveva portato a un pronunciamento del Tribunale di Torino qualche mese fa.