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Enzo Ambrosino ucciso a Induno Olona per un debito di poche centinaia di euro: arrestato un 50enne

È stato arrestato il presunto responsabile dell’omicidio di Enzo Ambrosino, ucciso a coltellate e colpi di mazza sotto casa sua a Induno Olona (Varese): si tratta di un 50enne, residente a Varese. Secondo gli inquirenti, lo avrebbe ucciso per un debito.
A cura di Giulia Ghirardi
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Enzo Ambrosino
Enzo Ambrosino

Nella tarda serata di ieri, sabato 11 aprile, è stato arrestato l'uomo ritenuto responsabile dell'omicidio di Enzo Ambrosino, ex imbianchino e papà di due figli di 4 e 9 anni, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso a Induno Olona, un piccolo comune in provincia di Varese: si tratta di un italiano di 50 anni, residente a Varese.

Secondo gli inquirenti, sarebbe stato lui a colpire mortalmente il 30enne con un'arma da taglio durante la colluttazione, all'origine della quale ci sarebbe una disputa economica legata a un debito di poche centinaia di euro. Sul luogo dell'accaduto sono stati, inoltre, rinvenuti e sequestrati due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti contundenti, alcuni dei quali presentavano evidenti tracce di sangue.

Dall'omicidio all'arresto

I fatti si sono verificati poco prima dell'1:00 di sabato 11 aprile davanti all'edificio dove abitava Ambrosino, al civico 85 di via Porro a Induno Olona (Varese). È lì che il 30enne, di ritorno a casa dalla festa di compleanno di uno dei figli, sarebbe stato aggredito da un gruppo di persone sopraggiunto a bordo di un'automobile e di una moto.

Nell'aggressione – culminata con la morte di Ambrosino – sono rimasti gravemente feriti anche il padre 50enne e il fratello 27enne, residenti nello stesso stabile, che sono intervenuti per soccorrere il 30enne. Un residente che ha assistito alla colluttazione ha parlato di "urla". Poi, dopo essersi affacciato alla finestra, ha riferito anche di aver visto "persone che scappavano" e il 30enne "a terra in un lago di sangue". "Lo hanno picchiato con delle sbarre, poi lo hanno accoltellato", ha spiegato.

Successivamente, l'attività investigativa, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale insieme ai militari della compagnia di Varese e coordinata dalla Procura, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di un 50enne residente a Varese.

Secondo quanto ricostruito, infatti, sarebbe stato lui a colpire mortalmente il 30enne con un'arma da taglio durante la colluttazione. L'uomo, rimasto a sua volta ferito, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto disposto dal pubblico ministero, al termine di una dettagliata ricostruzione dei fatti. Nei giorni precedenti si erano già verificati accesi contrasti tra due giovani delle famiglie coinvolte, fino all'incontro avvenuto nella notte in via Porro dove le parti si erano date appuntamento con l'intento di chiarire la vicenda. Tutti i soggetti identificati sono stati denunciati a vario titolo per rissa e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere.

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