È Chiara Mocchi, la prof di francese accoltellata da uno studente 13enne in una scuola a Trescore Balneario

Si chiama Chiara Mocchi, la professoressa di francese di 57 anni, che è stata accoltellata da uno studente di 13 anni nella scuola "Leonardo da Vinci" che si trova in via Damiano Chiesa a Trescore Balneario, comune che si trova in provincia di Bergamo. La docente ha lavorato per diversi anni alla facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università degli Studi di Bergamo. Proprio nell'ateneo ha avuto il ruolo di lettrice del dipartimento di francese, cioè una figura a supporto che svolge lezioni e prove grammaticali e fonetiche per verificare le competenze linguistiche acquisite dagli studenti.
Dopo aver svolto questo ruolo all'università, ha deciso di intraprendere il percorso da insegnante alle scuole medie. Stando al racconto di studenti, colleghi e genitori, la lingua francese e la cultura romanza erano tra le sue più grandi passioni. Un amore che trasmetteva anche nei video, che girava e poi condivideva sul proprio canale YouTube. E proprio sulla piattaforma, è possibile guardare alcune lezioni che la stessa registrava e le iniziative scolastiche che organizzava.

Eppure, oggi, è stata vittima alle 8 di stamattina di un'aggressione proprio nell'istituto in cui insegnava. Ad accoltellarla è stata un ragazzino di soli tredici anni. A quel momento, hanno assistito tre compagni di classe. Proprio gli altri alunni della 3A, classe che frequentava il 13enne, stanno ricevuto un supporto psicologico perché sotto shock per l'accaduto. La 57enne è ricoverata all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: è in terapia intensiva con prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita.
Il 13enne è stato fermato dai carabinieri e la sua posizione è al vaglio della Procura per i minorenni di Brescia. Il ragazzino, che nello zaino aveva una pistola scacciacani, non è imputabile per l'età e quindi non è processabile. È possibile che, nel caso in cui dovesse essere considerato socialmente pericoloso, potrebbe essere previsto per lui il riformatorio o la libertà vigilata.