Direttrice di posta accusata di aver sottratto mezzo milione di euro: sospetti su altri 10 casi
Almeno dieci posizioni sospette e ammanchi per un valore complessivo di almeno 500mila euro. Si allarga il caso dei risparmi spariti all'ufficio postale di Rovetta, comune in provincia di Bergamo, dove le verifiche interne di Poste Italiane avrebbero fatto emergere diversi conti con movimenti anomali. La società, che ha presentato denuncia, si considera parte lesa e si è detta disponibile a risarcire i clienti danneggiati. Al centro della vicenda c'è Paola Cavaliere, ex direttrice dell'ufficio postale del paese, licenziata a settembre e ora indagata.
Tra i casi finiti all'attenzione dei carabinieri c'è quello di due coniugi di 84 anni, che si sarebbero ritrovati senza 148mila euro, i risparmi di una vita custoditi nei libretti postali. La sparizione del denaro sarebbe emersa quando il marito ha chiesto di prelevare 10mila euro per rifare il tetto di casa. La denuncia dell'uomo, presentata a giugno ai carabinieri, racconta infatti lo sconcerto provato quando gli è stato comunicato che non risultava più titolare di alcun libretto, buono postale o deposito titoli. Anche la moglie avrebbe scoperto di avere il conto completamente prosciugato.
A far emergere la situazione sarebbero stati alcuni lavori di ristrutturazione. Tra gennaio e aprile, secondo la ricostruzione dei coniugi, la donna avrebbe consegnato loro quattro somme da 2.500 euro in buste con il timbro delle Poste, presentandole come denaro prelevato dai risparmi. Quando è sorto un problema con una delle erogazioni, sono scattate le verifiche interne che avrebbero portato alla luce gli ammanchi. Dagli accertamenti sui conti dell'uomo risulterebbero oltre 150 prelievi effettuati tra il 2023 e il 2024, mentre sul libretto della moglie ne sarebbero stati registrati 19, per importi compresi tra mille e settemila euro. Operazioni che i due anziani sostengono di non avere mai autorizzato e che sarebbero state accompagnate da firme false.
Il caso potrebbe, però, coinvolgere altri risparmiatori. Le verifiche di Poste Italiane avrebbero, infatti, individuato una decina di posizioni sospette, per un valore complessivo di almeno 500mila euro. La società, che ha presentato denuncia e si considera parte lesa, ha dichiarato la disponibilità a rimborsare le somme indebitamente sottratte agli aventi diritto. L'ex direttrice, quarantenne originaria di Fino del Monte, intanto, ha negato ogni addebito.