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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie
24 Settembre 2021
11:25

Dall’allarme agli appelli in lacrime: chi sono le figlie arrestate dell’omicidio di Laura Ziliani

Silvia e Paola Zani sono due delle figlie di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di Temù che era scomparsa a maggio scorso e il cui corpo è stato trovato ad agosto. Entrambe sono state arrestate questa mattina con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Con loro anche il fidanzato della più grande.
A cura di Ilaria Quattrone
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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie

Si chiamano Silvia e Paola Zani, le due sorelle di 26 e 19 anni che sono state arrestate questa mattina dai carabinieri di Breno (Brescia) con l'accusa dell'omicidio della madre Laura Ziliani avvenuto a Temù. La vicenda che gira intorno a questa famiglia è piuttosto intricata e complessa: le due ragazze sono state le stesse ad avere lanciato l'allarme l'8 maggio scorso, segnalando la sua sparizione. Hanno detto ai carabinieri che la donna era uscita alle 7 del mattino per fare una passeggiata e che sarebbe dovuta rientrare alle 10: avrebbero avuto un appuntamento alla discarica per gettare dei materassi. A mezzogiorno però, preoccupate, chiamano le forze dell'ordine.

Gli appelli alla trasmissione "Chi l'ha visto"

Le ricerche vengono attivate immediatamente. Nonostante fossero accurate, non è stato trovato nulla. In quei giorni si susseguono gli appelli delle giovani. Le due si rivolgono anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?" in onda su RaiTre: "Chiunque la veda venga alla casa del soccorso alpino a Temù – dice la 26enne in lacrime – e dia le informazioni perché qualunque cosa potrebbe aiutarci a trovarla. Vi prego". Con lei anche la 19enne, che disperata, continua: "Si qualunque segnalazione abbiate, ditecelo. Potrebbe servire per indirizzare le ricerche".

Il movente economico

Dalle indagini però emerge un quadro piuttosto inquietante: le ragazze potrebbero aver orchestrato e simulato tutto. Le accuse sono state formulate sulla base di alcune incongruenze nei loro racconti. Prima di tutto, l'allarme sarebbe stato dato troppo presto. Secondariamente le scarpe e i jeans trovati nelle settimane successive sarebbero stati posizionati in luoghi che nulla hanno a che vedere con la direzione che avrebbe dovuto intraprendere la donna. Terzo elemento, il più importante, l'esame tossicologico sul cadavere della donna ha rilevato tracce di benzodiazepine con la quale l'avrebbero narcotizzata. Il movente, secondo quanto spiegato dal capitano dei carabinieri Filiberto Rosano a Fanpage.it sarebbe di natura economica: "Probabilmente è legato alla gestione di alcuni immobili".

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