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Caso Iovino-Fedez

Cristiano Iovino e la rissa con Fedez per una ragazza prima del pestaggio: cosa è successo in discoteca

La notte del 22 aprile scorso Cristiano Iovino, il personal trainer del caffè con Ilary Blasi, viene picchiato in strada a Milano. Indaga la Procura di Milano, che ipotizza un agguato su commissione: prima la rissa in discoteca per una ragazza.
A cura di Francesca Del Boca
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Si fa sempre più chiaro il quadro dietro l'aggressione ai danni di Cristiano Iovino, il personal trainer aggredito lo scorso 22 aprile intorno alle 3.30 a Milano: quella notte il 37enne, diventato famoso per una presunta relazione con la showgirl romana Ilary Blasi, è stato accerchiato e picchiato a mani nude da una decina di persone ("tutti vestiti di nero") scese da un mini van in zona Portello, mentre rincasava dopo una serata trascorsa in un locale del centro.

Alle spalle di quello che sembra essere un pestaggio su commissione, secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano (che ha aperto un fascicolo per rissa e lesioni), potrebbe esserci uno screzio in discoteca con Fedez e alcuni ultras del Milan.

Il video della rissa in discoteca

Poche ore prima, infatti, le telecamere del locale e le testimonianze della security avrebbero immortalato una vera e propria rissa che ha coinvolto Iovino (insieme ad alcuni amici) e Federico Leonardo Lucia, 34 anni, in arte Fedez, nel privè del The Club di largo La Foppa, zona Moscova, con tanto di intervento da parte di una pattuglia dei carabinieri. Tutto sarebbe partito da un apprezzamento poco gradito del personal trainer del vip a una ragazza, Ludovica Di Gresy, che era in compagnia del cantante. Con loro l'ex tronista di Uomini e donne Jack Vanore (che smentirà tutto) e alcuni ultrà del Milan.

Gli ultras del Milan nel locale

Membri della curva rossonera che in più occasioni hanno accompagnato Fedez e famiglia a mo' di guardie del corpo: già un mese prima, in occasione di un’altra lite fuori da un locale milanese con il cantante Naska, Fedez sarebbe stato infatti in compagnia di noti ultrà milanisti, mentre lo scorso 6 maggio il rapper si era presentato ad un processo al Tribunale di Roma scortato proprio da uno dei leader della curva di San Siro.

Cristiano Iovino (foto da Instagram)
Cristiano Iovino (foto da Instagram)

C'è già un nome sul registro degli indagati

In attesa di una eventuale querela di Iovino, che non ha ancora sporto denuncia per i fatti del 22 aprile, prosegue insomma il lavoro degli inquirenti: ci sarebbe già un nome sul registro degli indagati all'interno del fascicolo aperto sulla scrivania del pm Michela Benedetta Bordieri.

Ma non solo. Ci sarebbe anche una seconda indagine, stavolta per istigazione a delinquere, che si concentra sulla spedizione punitiva messa in atto la sera del 5 aprile a Motta Visconti, hinterland ovest, da parte di una quindicina di ultrà milanisti ai danni del braccio destro di un pregiudicato per estorsione.

Al momento, comunque, non emergono elementi che colleghino direttamente il pestaggio e gli ultrà che accompagnavano Fedez. Ma ad accendere i sospetti della Procura sono anche i messaggi che Iovino avrebbe inviato ad alcuni ultrà della Lazio per avere il supporto degli amici interisti, visto il gemellaggio che lega le due tifoserie, in vista di una "rivincita". Una richiesta negata dagli ultrà, impegnati nelle celebrazioni per la seconda stella vinta proprio contro i "cugini" del Milan.

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