Cremona è il capoluogo di provincia lombardo che ha registrato il maggior incremento dei morti nel periodo gennaio-ottobre 2020: +60,75 per cento secondi i dati forniti dall'Istat sui decessi registrati durante la pandemia nel 2020. Si tratta di un dato record che purtroppo è accompagnato anche da quelli delle altre province lombarde che hanno fatto registrare un netto aumento nel periodo preso in analisi.

I decessi nel periodo gennaio-ottobre 2020 nelle altre province lombarde

Nello specifico la provincia di Lodi ha registrato un aumento del 52,31% con 658 morti, quella di Bergamo un aumento del 52,14 per cento con 1.777 morti. Subito dietro ci sono le province di Brescia (+36,49%) con 2.487 morti, Monza (+25,72%) con 1.339 morti e Lecco (+25%) con 555 morti. Ci sono poi quelle di Milano (+22,99%) con 14.658 morti, Pavia (+21,63%) con 922 morti, Mantova (+18,92%) con 641 morti e Como (+13,49%) con 959 morti. Fanalino di cosa le percentuali registrate a Varese (+10,52%) con 903 morti e Sondrio (+8,18%) con 238 morti.

Il "caso" della mancata zona rossa

La provincia di Cremona ha fatto da subito registrare numeri altissimi nei primi mesi di diffusone del Covid in tutta la Lombardia, sia per quanto riguarda i contagi che per quanto riguarda i decessi, tanto che si è discusso, così come è accaduto per la Val Seriana e i comuni di Alzano Lombardo e Nembro, di una mancata zona rossa. Come dimostrato infatti da un audio esclusivo pubblicato da Fanpage.it, in una riunione del 23 febbraio tra vertici di Regione Lombardia, prefettura e Protezione civile, diciannove comuni delle province di Lodi e Cremona dovevano diventare zona rossa. Una decisione però che non è mai stata presa.