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27 Novembre 2021
8:31

Covid, vendevano green pass a cento euro l’uno: smascherata una banda di truffatori su Telegram

La Guardia di Finanza ha smascherato una banda di truffatori che su Telegram vendeva green pass a cento euro l’uno. Perquisizioni in Veneto, in Liguria, in Puglia e in Sicilia.
A cura di Simona Buscaglia
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Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Una banda di truffatori proponeva sulle chat di Telegram green pass perfettamente funzionanti, in vendita a cento euro l'uno. A scoprire la truffa è stato il Nucleo speciale tutela
privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza in un'indagine coordinata dalla procura di Milano. Da qui sono poi partite una serie di perquisizioni e sequestri. Sarebbero quattro gli indagati, che avrebbero, secondo quanto riferito dall'Ansa, già ammesso le loro responsabilità. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche alcuni documenti di identità e tessere sanitarie di decine di clienti.

Strumenti d'avanguardia per smascherare

La truffa è stata scoperta grazie agli strumenti di investigazione Bot e Avatar grazie all'aiuto del team di investigazioni informatiche di Group-IB, partner tecnologico di Interpol ed Europol, che mette in campo un innovativo e dinamico monitoraggio in tempo reale della rete. Sono così stati individuati e perquisiti diversi cittadini italiani in diverse regioni d'Italia: in Veneto, in Liguria, in Puglia e in Sicilia, in quanto amministratori degli account Telegram. Nelle chat veniva promesso ai possibili "clienti" di fornire green pass validi, con Qr code in grado di superare i
controlli.

Venti imperiesi rischiano una sanzione, un indagato a Genova

Sono una ventina i no vax della provincia d’Imperia che sono stati truffati mentre cercavano di ottenere il certificato verde su Telegram dalla banda smascherata dalla Guardia di Finanza. Ora rischiano una sanzione amministrativa. Avevano infatti pagato, tramite criptovaluta, l’organizzazione criminale, che aveva una cellula anche a Genova, dove figura un indagato. Tutti avevano fornito i propri documenti, ovvero carta d’identità, tesserino sanitario e codice fiscale, con il rischio che questi ora siano stati a loro volta venduti sul dark web o usati per altri illeciti.

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