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Cosa sappiamo sulla morte del banchiere ucraino Alexander Adarich: dai segni sul collo alla caduta dalla finestra

Ci sono ancora molti punti di domanda attorno alla morte di Alexander Adarich, il banchiere di 54 anni che è precipitato dal quarto piano di uno stabile a Milano.
A cura di Ilaria Quattrone
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Alexander Adarich
Alexander Adarich

Nella giornata di ieri, giovedì 29 gennaio 2026, è stato diffuso il nome e il cognome dell'uomo che, una settimana fa, è precipitato dalla finestra di uno stabile che si trova in via Nerino al civico 8 a Milano. La vittima è Alexander Adarich ed era un banchiere e top manager molto noto. Aveva 54 anni ed era un cittadino ucraino. La sua morte è avvolta dal mistero. Sì, perché se in un primo momento, proprio perché precipitato da una finestra, si è potuto pensare a un incidente o un gesto estremo; andando avanti con le indagini è stato possibile avanzare l'ipotesi che il 54enne fosse già morto quando è caduto.

Facciamo un passo indietro. A dare l'allarme è stata la portinaia, che ha raccontato di aver scambiato alcune parole con un uomo che, poco prima, si era affacciato dal balcone dell'appartamento, che si trova a due passi dal Duomo, dove alloggiava il 54enne. Gli agenti della squadra mobile, che sono capeggiati dal dirigente Alfondo Iadevaia, hanno svolto immediatamente i rilievi. Per gli investigatori – coordinati dal pubblico ministero Rosario Ferracante – è diventato plausibile che l'uomo fosse già morto quando è precipitato e che quindi qualcuno ha buttato il corpo di sotto. A rafforzare questa ipotesi, ci sono anche i risultati della prima ispezione del medico legale: ci sarebbero segni sul volto, che potrebbero indicare un pestaggio, e sul collo che lasciano ipotizzare uno strangolamento. Ancora escoriazioni sui polsi.

Dopo il racconto della portinaia, gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere. Dai filmati si vedono altri due uomini uscire prima del tonfo. Gli investigatori sono alla ricerca di questi tre profili. Tra loro potrebbe esserci l'assassino.

Intanto si cerca di capire perché Adarich fosse a Milano. Pare che fosse arrivato dalla Spagna in mattinata e la sera sarebbe dovuto rientrare. Capire perché si trovasse nel capoluogo meneghino potrebbe aiutare a comprendere la dinamica e perché è stato ucciso. Anche perché il 54enne non era un uomo qualunque: dopo la scalata interna nell'istituto di credito in cui era stato assunto come economista, aveva creato una banca commerciale con acquisizioni importanti tanto da diventare il numero uno di Psjc Eurobank che, nel 2016, è stata poi dichiarata insolvente. Adesso ricopriva un ruolo di primo piano nella società immobiliare Alfaro Real Estate.

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