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Cosa sappiamo sulla denuncia social di un ragazzo a cui non sarebbe stata affittata casa perché omosessuale

Un uomo di 34 anni, ex discografico, ha raccontato sui social che è stato rifiutato a lui e al compagno un appartamento in affitto perché omosessuali. L’agenzia ha però smentito: “La casa è stata loro negata perché la proprietà ha semplicemente ritenuto che chi lavora nel mondo dell’arte e della musica non offra garanzie necessarie”.
A cura di Ilaria Quattrone
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Andrea Papazzoni, ex discografico 34enne, ha raccontato sui propri profili social di essere stato vittima di un episodio omofobo. Nel suo video-denuncia ha spiegato di essersi interessato a un appartamento che si trovava in via Carlo Imbonati e precisamente in zona Maciachini. È venuto a conoscenza dell'abitazione attraverso un annuncio sui siti dedicati.

Ha affermato che dopo essersi messo in contatto con l'agenzia Tecnorete e aver visto la casa, ha deciso di bloccarla subito. Ha precisato di aver trascorso quindi una mattinata a raccogliere tutti i documenti necessari a garantire che fosse una persona affidabile e in grado di poter sostenere la spesa. Il costo infatti si aggirava, come lui stesso ha raccontato, attorno ai 1.990 euro mensili. Per l'ex discografico e il compagno, il prezzo non era però un problema.

Qualche giorno dopo aver presentato la proposta, ha affermato di essere stato contattato da un agente immobiliare che gli ha detto che l'affare non era andato in porto perché la proprietaria di casa preferiva affittare a una "coppia tradizionale" e non omosessuale e con un lavoro tradizionale. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il 34enne ha spiegato: "Non potevo credere a quello che avevo appena sentito".

Ha poi sottolineato di aver chiesto cosa si intendesse per lavoro tradizionale considerato che il compagno è un chirurgo e lui gestisce due b&b.

Dopo aver pubblicato i suoi video sui social, che sono diventati virali, l'annuncio è stato rimosso. Nel frattempo l'agenzia Tecnorete, protagonista di questa vicenda, ha smentito il racconto sempre in un'intervista con La Repubblica: "Cosa non si fa per ottenere un po' di notorietà sui social. La casa è stata loro negata perché la proprietà ha semplicemente ritenuto che chi lavora nel mondo dell'arte e della musica non offra garanzie necessarie. La causa del diniego non è la loro omosessualità o almeno non è quello che hanno detto a noi", ha precisato Andrea Negretto che sarebbe l'agente con cui si è interfacciato Papazzoni.

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