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Cosa sappiamo del possibile buco da 1,6 miliardi di euro nella sanità in Lombardia

Potrebbe esserci un buco da 1,6 miliardi di euro alla voce “sanità” nel prossimo bilancio regionale della Lombardia. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha ridimensionato il problema, ma le opposizioni chiedono risposte in Consiglio.
A cura di Enrico Spaccini
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Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia
Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia

Regione Lombardia starebbe rischiando di dover fare i conti con un buco a 1,6 miliardi di euro nella sanità. La notizia era stata anticipata dal quotidiano Il Giorno alcuni giorni fa, e ora i partiti di opposizione in Consiglio chiedono al presidente Attilio Fontana e all'assessore al Welfare Guido Berolaso di chiarire la questione. Il possibile ammanco, al momento oggetto di negoziazione con il governo, deriverebbe dalle spese extra affrontare dalla Regione per abbattere le liste d'attesa e per rendere appetibili alcune prestazioni agli ospedali privati accreditati. Il capogruppo del Pd in Consiglio, Pierfrancesco Majorino, ha invitato Fontana e Bortolaso a presentarsi in Aula "a spiegare come stanno effettivamente le cose", mentre il capogruppo del Movimento 5 stelle, Nicola Di Marco, ha depositato un'inchiesta di informativa urgente per "fugare ogni dubbio che questa situazione non porti a un peggioramento del servizio sanitario pubblico per i cittadini lombardi".

Il rischio di un buco da 1,6 miliardi di euro

Stando a quanto emerso, il presunto buco da 1,6 miliardi di euro alla voce "sanità" del bilancio regionale deriverebbe dalla distanza tra quanto Regione Lombardia ritiene di dover ricevere dallo Stato attraverso il fondo nazionale per la sanità e quanto il governo crede di dover dare. In particolare, si parla di 700 milioni di euro a titolo di rimborso da corrispondere alla sanità privata accreditata. La Regione, infatti, ha deciso di aggiornare il tariffario dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e aumentare così la retribuzione per alcune spese sanitarie, in modo tale da rendere alcune prestazioni più attrattive per le strutture accreditate ed evitare che queste si concentrino solo su quelle già più remunerative.

Gli altri 900 milioni di euro sono stati spesi da Regione per le nuove assunzioni e per provare ad abbattere le liste d'attesa. A questi, però, potrebbero aggiungersi altri 250 milioni di euro, che secondo la Regione sarebbero ammortamenti di investimenti, mentre per lo Stato sarebbero spese da inserire per intero nel prossimo bilancio.

Le trattative Regione-governo e le richieste dell'opposizione

Ieri, lunedì 9 marzo, si è tenuta la riunione di Giunta regionale nel corso della quale Bertolaso avrebbe ridimensionato l'eventuale scoperto a 900 milioni di euro. Su questo, avrebbe aggiunto poi l'assessore al Welfare, gli sarebbe stata già garantita una copertura nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni e il buco potrebbe ridursi a circa 200 milioni di euro. Nel frattempo, però, le negoziazioni tra Regione e governo sono ancora in corso per evitare che l'ammanco si presenti all'approvazione del prossimo bilancio regionale.

Nel frattempo, i partiti di opposizione in Consiglio regionale chiedono chiarezza e risposte. Majorino, capogruppo del Pd, ha chiesto al presidente Fontana e all'assessore Bertolaso di presentarsi in Aula, magari già dalla seduta di oggi martedì 10 marzo, "a spiegare come stanno effettivamente le cose". Di Marco, capogruppo del M5S, ha invece "presentato una richiesta di informativa urgente, affinché l'assessore Bertolaso intervenga all’interno della seduta di Consiglio, confidando che un’occasione di chiarimento sia nell’interesse di tutti i cittadini lombardi". Secondo il Pentastellato, "qualora fosse confermato il possibile buco da 1,6 miliardi, non solo l'assessore dovrebbe chiarire le responsabilità nel merito, ma fugare ogni dubbio che questa situazione non porti a un peggioramento del servizio sanitario pubblico per i cittadini lombardi, che già soffrono liste d’attese infinite e una carenza cronica di medici di base e servizi territoriali".

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