È possibile che un aumento dei contagi concentrato in alcune aree della Lombardia porti a chiusure e mini-lockdown localizzati? L'ipotesi è prevista in un documento pubblicato da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità. Un dossier in cui viene illustrata l'evoluzione della strategia e la pianificazione della prevenzione e della risposta al Covid-19 per il periodo autunno-invernale. La possibilità di chiudere alcune aree a livello sub-provinciale è prevista da diversi scenari di rischio crescente. Tutto dipende dal valore dell'indice di contagio Rt e di conseguenza dalla capacità del sistema di contenere i focolai.

Lockdown locali per fermare il virus: cosa prevedono Iss e ministero

Quali sarebbero le misure in caso di lockdown locali? Le restrizioni locali temporanee su scala sub-provinciale (un altro modo per definire quelle che all'inizio della pandemia erano state chiamate zone rosse) dovrebbero essere attivate per almeno 3 settimane con monitoraggio attento nella fase di riapertura.

Tra le azioni possibili per incentivare il distanziamento fisico, la chiusura di locali notturni, bar e ristoranti in orari specifici per evitare la "movida". La chiusura di scuole e università su base geografica in base alla situazione epidemiologica. Limitazioni della mobilità verso le zone a più alta trasmissione, eventuale ripristino dello smart working.  In caso non si mantenga una incidenza relativamente bassa ed Rt <1,2 nel valore medio per almeno 3 settimane dopo la riapertura, il protocollo dell'Iss indica di valutare la necessità di ripristino con eventuale estensione geografica.

Quando potrebbero scattare le zone rosse locali

Eventuali chiusure di singoli comuni o territori ad alto rischio potrebbe essere presa dalle autorità in caso di forte aumento del valore dell'Rt. L'indice di contagio in Lombardia all'ultimo rilevamento, relativo al periodo 28 settembre-4 ottobre, era ancora sotto la soglia di guardia, rappresentata dal valore 1. Nelle ultime due settimane però i contagi sono aumentati in modo molto significativo ed è lecito attendersi che anche l'Rt si alzi di conseguenza.

L'Istituto superiore di sanità prevede quattro scenari di rischio crescente. La possibilità di zone rosse locali è prevista a partire dallo ‘scenario 2', cioè con valori di Rt regionali "prevalentemente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25" e "situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo". Ancor più probabile è l'adozione di mini-lockdown se dovessero scattare lo ‘scenario 3', con "valori ompresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5" e "trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, o lo ‘scenario 4', il peggiore, con Rt superiore a 1,5 e "criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo".

Contagi nelle province lombarde (28 settembre–4 ottobre): fonte Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità
in foto: Contagi nelle province lombarde (28 settembre–4 ottobre): fonte Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità

Le maggiori criticità sono nell'area di Milano

Al momento a differenza di quanto avvenuto in primavera le aree di Bergamo, Brescia e Lodi hanno un'incidenza di nuovi casi relativamente bassa, mentre preoccupa l'area metropolitana di Milano, dove l'incremento di positivi e malati è più forte. Il professor Massimo Galli, virologo dell’ospedale Sacco di Milano, intervistato da Fanpage.it ha stimato in quindici giorni il tempo a disposizione per invertire la tendenza: "Abbiamo pochissimo tempo”. Timori anche per la provincia di Monza e quella di Varese.

Fonte: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità
in foto: Fonte: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità