Ferma i contagi e fare scendere la curva, per salvare il Natale. È l'obiettivo dichiarato delle nuove restrizioni imposte per limitare la diffusione del Covid. In Lombardia quelle previste nell'ultimo Dpcm entrato in vigore alla mezzanotte di oggi si sommano alle misure già imposte dalla Regione la scorsa settimana. Al coprifuoco dalle 23 alle 5 si aggiungono quindi la chiusura alle 18 di bar e ristoranti e lo stop a palestre, piscine, teatri e cinema.

Sacrifici e chiusure per salvare il Natale: le parole dell'assessore Gallera

Nuovi sacrifici imposto per tutto il mese di novembre, con la speranza che siano sufficienti per bloccare l'impennata di contagi da Coronavirus (ieri oltre 5.700 casi in Lombardia, con 25 morti, più di 2.300 ricoverati e 231 pazienti in terapia intensiva. Salvare le festività natalizie "è il nostro obiettivo", ha confermato l‘assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. "Con le nostre ordinanze e adesso con il governo. Sono misure rigide che hanno l'obiettivo di far scendere una curva che sta salendo in maniera esponenziale", ha dichiarato Gallera a Mattino 5, rispondendo a chi gli chiedeva se le nuove misure ci permetteranno di vivere un Natale più sereno. "Siccome il virus si propaga con uno sviluppo matematico, o noi mettiamo in campo misure forti che impediscono la diffusione o ahimé la curva diventa sempre più alta e i sistemi sanitari non reggono più", ha sottolineato, siamo in una situazione complicata, il governo ha fatto scelte non facili, potevano essere selezionate forse meglio però adesso ci sono due-tre settimane e speriamo un po' di riuscire ad essere più equilibrati".

Regione critica sulla chiusura di palestre e piscina, dubbi anche sullo stop ai ristoranti

Su palestre e piscine, Gallera ha detto che "potevano non essere chiuse" perché "in questi mesi per andare in palestra devi prenotare, il numero di persone è molto limitato, gli inservienti puliscono e sanificano gli attrezzi dopo che vengono usati". Regione Lombardia si è detta critica anche verso la chiusura anticipata dei ristoranti e dei bar alle ore 18.  "I ristoratori in questi mesi hanno investito in sistemi di sicurezza. Il Governo non ci ha ascoltati, è una decisione nazionale che rispettiamo, però il mondo della ristorazione è in grande affanno", ha sottolineato Melania Rizzoli, assessore a Istruzione e Lavoro.