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Continuano ad aumentare i ricoverati in terapia intensiva negli ospedali della Lombardia. Una crescita progressiva che per il momento non spaventa, perché il margine rimane ampio e decine di posti possono ancora essere attivati in caso di necessità, ma dovrà essere tenuta sotto controllo dopo l'aumento dei casi positivi negli ultimi giorni, soprattutto nella città di Milano.

Terapie intensive covid, la situazione in Lombardia

Sono 17 gli ospedali hub per il Coronavirus previsti sul territorio lombardo dal piano regionale. A oggi nove strutture hanno attivato posti in terapia intensiva per un totale di 50 pazienti ricoverati in rianimazione. Stando all'aggiornamento di lunedì 12 ottobre, l'età media dei ricoverati è 62 anni. Il paziente più giovane ha 35 anni, il più anziano ne ha 79. La distribuzione dei pazienti in rianimazione: Spedali Civili di Brescia (6 pazienti di cui 4 intubati),  ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (2 pazienti, entrambi intubati), ospedale di Mantova (3 pazienti di cui 2 intubati), il San Gerardo di Monza (6 pazienti di cui 5 intubati), il San Matteo di Pavia (7 pazienti, uno intubato).

A Milano 26 pazienti in rianimazione

Massima attenzione per la situazione di Milano, dove i nuovi contagi sono in forte aumento nell'ultima settimane. Quattro ospedali del capoluogo hanno riaperto le terapie intensive covid-19. Sono il Niguarda (7 ricoverati di cui 6 intubati), il Policlinico (7 pazienti di cui 5 intubati), l'ospedale Sacco (6 pazienti, 4 intubati) e il San Carlo (6 ricoverati di cui 3 intubati). In totale ventisei persone sono ricoverate in terapia intensiva a Milano.

In proporzione aumentano anche gli ingressi in ospedale di pazienti con coronavirus che finiscono in altri reparti. Negli ultimi sette giorni i ricoveri sono stati 48, a fronte di 16 dimissioni, per un aumento netto di 32 unità. Il maggior numero di nuovi accessi si è avuto alla Asst dei Sette Laghi (9), nella Asst Santi Paolo e Carlo (8), agli Spedali Civili di Brescia (5) e nelle Asst del Garda, di Monza, San Raffaele e Niguarda (3).

Nell'ultima settimana i tamponi positivi sono stati 5404 (in totale 113.720 dall'inizio della pandemia). L'aumento più preoccupante è quello che riguarda Milano. Sia nella città metropolitana che nel capoluogo nelle ultime due settimane si è verificato un incremento costante.  “Abbiamo potenziato al massimo il personale, ma stiamo già accumulando ritardo”, ha sottolineato Vittorio Demicheli, direttore sanitario di Ats Milano, intervistato da Fanpage.it, “bisogna assolutamente intervenire per rallentare questa crescita, perché tra un po’ se non si ferma avremo problemi”.

L’aumento dei casi positivi in provincia di Milano (in blu) e in città (in arancione)
in foto: L’aumento dei casi positivi in provincia di Milano (in blu) e in città (in arancione)