Convoca più volte una 20enne in caserma senza ragioni di servizio: chiesti 2 anni per ex comandante dei carabinieri

La Procura di Milano ha chiesto la condanna in primo grado a 2 anni, con pena sospesa, per l'ex comandante dei carabinieri della Stazione di San Donato Milanese (nella Città Metropolitana di Milano), Antonio Giulino. Il militare è accusato di stalking nei confronti di una 20enne con deficit psichico, ragazza che avrebbe convocato più volte tra marzo e luglio 2022 nel proprio ufficio con finte "ragioni di servizio" per guardare la sua gallery di fotografie "intime" e video sul cellulare e tentando di convincerla a "interrompere" la "relazione sentimentale" con il compagno minacciandola che in caso contrario "le avrebbe revocato l'assegnazione dell'alloggio popolare". La pm Alessia Menegazzo ha chiesto anche di assolvere il 50enne dalle imputazioni di concussione sessuale e minaccia. Per gli avvocati della difesa, Alessandro Coppa e Alessandro Bonalume, non ci sarebbero "certezza" ma solo "lacune, contraddizioni, mancanza di riscontri oggettivi". La sentenza è attesa per il 10 marzo.
Le indagini sono partite dalla registrazione che un altro carabiniere della Stazione aveva effettuato nei confronti della 20enne il 5 gennaio 2023. Secondo l'accusa, tra marzo e luglio 2022 Giulino, all'epoca comandante a San Donato Milanese, avrebbe convocato più volte la ragazza nel proprio ufficio in caserma. La giovane, in carico ai servizi sociali e inquilina delle case popolari, sarebbe stata invitata a togliersi i vestiti per mostrare al carabinieri i suoi "tatuaggi" sul corpo e indotta a mostrargli sua gallery di fotografie "intime" e video sul cellulare. Il 50enne, inoltre, avrebbe tentato di convincerla a "interrompere" la "relazione sentimentale" con il compagno, tossicodipendente con precedenti finito in custodia cautelare in carcere per maltrattamenti, o a "frequentare altri uomini" minacciandola che in caso contrario "le avrebbe revocato l'assegnazione dell'alloggio popolare". Dalle intercettazioni è emerso che la vice in caserma avrebbe suggerito al comandante "di smetterla", ma lui le avrebbe risposto che "se non avesse fatto così la ragazza si sarebbe prostituita".
La pm Menegazzo ha chiesto, quindi, la condanna 2 anni con pena sospesa per stalking, ma l'assoluzione dalle imputazioni di concussione sessuale e minaccia per insufficienza di prove. Durante la sua requisitoria, la procuratrice ha infatti dichiarato che "c'è stato un sicuro abuso di qualità", ma non ci sarebbero prove di colpevolezza "ogni ragionevole dubbio". Giulino avrebbe minacciato la 20enne di revocarle l'assegnazione della casa popolare, ma non aveva potere di farlo. L'avrebbe avuto la sua compagna, impiegata in Aler, ma comunque non sarebbe "idonea" a integrare il reato di concussione sessuale. Inoltre, la ragazza non sarebbe mai stata costretta a spogliarsi.
Gli avvocati Coppa e Bonalume, che difendono l'ex comandante, hanno chiesto invece l'assoluzione per Giulino. Secondo la difesa, infatti, le accuse si baserebbero solo su "voci di caserma", "sospetti" e "narrazioni interessate" in un contesto, come quello della Stazione di San Donato Milanese, dove ci sarebbero state denunce incrociate fra colleghi.