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Cinque aree rosse, 6mila agenti e no-fly zone: pronto il piano sicurezza da 50 milioni per le Olimpiadi Milano-Cortina

Il ministro dell’Intero Matteo Piantedosi ha aggiornato il piano sicurezza da 50 milioni di euro che sarà attivo durante il periodo delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Previsto l’impiego di 6mila agenti e l’istituzione di 5 zone rosse.
A cura di Enrico Spaccini
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Polizia e carabinieri in piazza Duomo a Milano (foto da LaPresse)
Polizia e carabinieri in piazza Duomo a Milano (foto da LaPresse)

Si è tenuto ieri, martedì 27 gennaio, al Viminale l'aggiornamento sulle misure di sicurezza previste per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 che avranno inizio venerdì 6 febbraio, con la cerimonia inaugurale allo stadio ‘G. Meazza' di San Siro. Il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e alla presenza dei vertici delle forze dell'ordine e delle agenzie di intelligence, ha previsto l'impiego di circa 6mila agenti delle forze dell'ordine, l'utilizzo di assetti specialistici dell'antiterrorismo, la creazione di una control room dedicata alla cybersicurezza e l'istituzione di cinque zone rosse oltre alla no-fly zone. Un apparato per il quale il governo ha già stanziato quasi 50 milioni di euro.

I 6mila agenti e l'arrivo dell'Ice statunitense

Il ministro Piantendosi ha annunciato che nel periodo delle Olimpiadi, quindi tra il 6 e il 22 febbraio, verranno impiegati nelle aree interessate dai Giochi un totale di 3.200 agenti della polizia di Stato, 1.970 militari dei carabinieri e 838 della guardia di finanza. Per quanto riguarda la polizia, solo a Milano verranno distribuiti 944 agenti. Dopodiché, 690 operatori saranno destinati alla vigilanza di siti e obiettivi sensibili, mentre i reparti mobili saranno rinforzati con 570 unità. Rinforzi che sono previsti anche per Digos, stradale, polfer, polizia di frontiera, immigrazione e servizi di scorta. A questi, si aggiungeranno anche altri 68 agenti sciatori, 22 artificieri antisabotaggio, 16 tiratori scelti e quattro manovratori di corde.

Durante la riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica di ieri, è stato definito anche quello che sarà il ruolo delle unità dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice). Gli agenti dell'agenzia federale americana, duramente contestata per gli omicidi di due civili, si dovranno coordinare con le forze dell'ordine italiane e lo dovranno fare dall'interno di una sala operativa allestita al Consolato di Milano. Il loro ruolo dovrà essere solo quello di proteggere atleti e delegazioni statunitensi. La loro presenza in Italia ha comunque scatenato diverse polemiche e lo stesso Piantedosi è stato chiamato a riferire in merito in Parlamento il prossimo 4 febbraio.

Le cinque zone rosse

A Milano dal 2 al e 22 febbraio saranno istituite cinque zone rosse attorno ai siti olimpici e nelle aree considerate più sensibili. Si tratta di aree in cui "sarà vietato stazionare ai soggetti segnalati all’autorità giudiziaria per determinati reati", in particolare contro la persona, contro il patrimonio o in materia di stupefacenti. Le zone riguardano piazza e parco Sempione, l'area attorno all'Ice Hockey Arena ‘Santa Giulia', il Villaggio Olimpico, l'area dell'Ice Park a Rho e dell'Ice Skating Arena e Unipol Forum ad Assago.

A queste sarà affiancata la no-fly zone, che comporta la sospensione del traffico aereo privato e dei droni per gli aeroporti di Linate e Bresso dal 4 al 22 febbraio, sull'intero territorio del Comune di Milano e sulle aree olimpiche ad Assago e Rho. Inoltre, è previsto l’utilizzo di droni e sistemi di vigilanza aerea a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio. Tra le novità in materia di sicurezza figura la control room dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che dovrà vigilare sugli interi sistemi olimpici e le varie infrastrutture strategiche, come ferrovie e autostrade.

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