Chiusi due centri massaggi, erano usati per un giro di prostituzione clandestina: indagata la proprietaria

Due centri massaggi sono stati sequestrati nell'ambito di un'indagine su un presunto giro di prostituzione clandestino a Desenzano del Garda, un comune in provincia di Brescia. Le attività, secondo l'accusa, sarebbero riconducibili a una donna di nazionalità cinese, già finita sotto inchiesta nei mesi scorsi per analoghi reati e per l'indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Il provvedimento rappresenta l'ultimo sviluppo di un filone investigativo che aveva già portato al sequestro di tre strutture analoghe, al rinvenimento di circa 11mila euro in contanti e all'identificazione di cinque lavoratrici impiegate senza contratto, quattro delle quali risultate irregolari sul territorio nazionale.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, uno dei locali, dopo essere stato dissequestrato e restituito al proprietario, sarebbe stato nuovamente affittato a un connazionale dell'indagata. L'uomo figurava formalmente come nuovo gestore, ma per gli investigatori avrebbe svolto il ruolo di semplice prestanome, mentre la gestione effettiva sarebbe rimasta alla donna che, sempre secondo l'accusa, avrebbe favorito l'attività di prostituzione all'interno del centro massaggi.
Gli accertamenti delle forze dell'ordine avrebbero, inoltre, consentito di individuare un ulteriore centro massaggi, situato in una zona meno trafficata della cittadina sul Garda, anch'esso ritenuto destinato, in base alle contestazioni, allo stesso giro di prostituzione clandestina. Al momento, l'inchiesta prosegue con l'obiettivo di verificare l'eventuale presenza di altre persone coinvolte e accertare tutte le responsabilità del caso.