Chiara, ricercatrice a Milano: “Con 1800 euro al mese non posso vivere qui, ogni giorno tre ore da pendolare”

Un percorso accademico brillante con laurea e dottorati, esperienze all'estero, riconoscimenti internazionali. Eppure oggi non bastano più per potersi permettere di vivere a Milano. È il caso di una ricercatrice biomedica, Chiara P., 45 anni, impiegata da anni presso un importantissimo istituto ospedaliero della città. "Faccio ricerca in ambito sanitario, assunta a tempo indeterminato, e guadagno circa 1800 euro al mese. Con questa busta paga non posso permettermi di abitare qui, così ho trovato casa a un'ora e mezza dal mio posto di lavoro: ogni giorno, oltre alle 9/10 ore lavorative, butto via tre ore di viaggio tra treni e metro", ha raccontato a Fanpage.it.
Nell'hinterland di Milano l'affitto costa mille euro al mese
"Dopo anni di precariato e stanze pagate in nero tramite conoscenze, ho lasciato Milano e mi sono trasferita a Novara. L'ho scelta perché ormai anche l'hinterland di Milano costa tanto, troppo, e non sempre è collegato bene al centro città. Insomma, non posso permettermi nemmeno di vivere a Rozzano", ha spiegato.
Una tendenza ormai inconfutabile, visto che la "bolla" immobiliare di Milano sta ormai investendo con la sua onda lunga anche le immediate vicinanze. Sono sempre più infatti i lavoratori che "scappano" da Milano per cercare condizioni più vivibili fuori città: tale aumento della domanda, però, conduce inevitabilmente a una rivalutazione degli immobili anche nell’hinterland meneghino, producendo come effetto una sempre minore accessibilità. Soprattutto per chi cerca casa da solo dal momento che nel capoluogo, secondo gli ultimi dati dell'anagrafe comunale, oltre il 47 per cento dei nuclei familiari è composto da un'unica persona. Per intenderci: a essere diventati insostenibili, per una busta paga media milanese (circa 2mila euro al mese), sono i canoni d'affitto che si trovano in realtà storicamente considerate "città dormitorio" come San Donato Milanese (978 euro), Pieve Emanuele (975 euro), Peschiera Borromeo (941 euro), Baranzate (901 euro) e, appunto, Rozzano (905 euro).
Che casa si può comprare con 140mila euro a Milano
"Novara, poi, è una bella cittadina a misura d'uomo. Un luogo dove posso permettermi una casa vera e propria a 500 euro al mese, spese incluse, mentre a Milano trovo stanze da 800 euro in via Padova". Una scelta sempre più condivisa da giovani coppie e single che in realtà di provincia come Lodi, collocate a 20 minuti di treno dalla stazione di Milano Rogoredo, in zone semicentrali possono trovare moderni appartamenti con due stanze, cucina abitabile e terrazzo in vendita anche a 140mila euro.
Con la stessa cifra, cosa si può acquistare a Milano città? Basta fare una rapida ricerca in un portale come Immobiliare.it. Escludendo le aste, restano in tutto il territorio comunale solo 30 soluzioni (di cui alcuni annunci dubbi, senza fotografie o con improbabili rendering) sparse tra Baggio, Ponte Lambro, Villapizzone e Bruzzano: rustici fatiscenti e micro appartamenti da 40 metri quadri invasi dalla muffa, seminterrati o sottotetti al quinto piano senza ascensore, nude proprietà all'estrema periferia, veri e propri bunker senza termosifoni.
Il pendolarismo con Milano
Il pendolarismo, quindi, diventa il più delle volte una scelta obbligata. "Ogni giorno passo tre ore sui mezzi, tra 50 minuti di treno e circa mezzora di metropolitana. Mi sveglio intorno alle 6 per prendere il treno delle 7 e arrivare così in tempo alla prima riunione delle 9. La giornata lavorativa poi non finisce mai prima delle 18.30, se va bene: tra tutto, significa varcare la soglia di casa verso le 21. Sono stanchissima e devo ancora cenare, lavarmi, preparare i vestiti per il giorno dopo. Faccio tutto in fretta perché penso solo che devo andare a letto il prima possibile e riposarmi, ho paura di dormire poco e non reggere" Così la vita privata, l'attività fisica, gli hobby non esistono più. "Il fine settimana, di fatto, lo uso per recuperare. A volte penso che non ho avuto tempo di farmi una famiglia, per tutto questo".
Senza contare che la situazione dei trasporti regionali non è certo rosea tra frequenti ritardi e cancellazioni che interessano soprattutto i treni Trenord – ma anche frequenza delle corse percepita come ridotta negli orari di punta e conseguente sovraffollamento delle carrozze, costi in continuo aumento, manutenzione e condizioni di sicurezza di convogli e stazioni ferroviarie.
La famiglia alle spalle e gli stipendi medi
"Eppure io vorrei tantissimo abitare a Milano. Non solo per ragioni di comodità con il lavoro ma perché amo la città. Ho studiato qui e la riconosco come casa mia. E poi è viva, c'è sempre tanto da fare. Ma qui, con stipendi nella media, può vivere solo chi ha una famiglia alle spalle o ha ereditato la casa dai nonni". Le prospettive per il futuro? "Così non posso andare avanti. Non posso pensare che a 60 anni mi troverò ancora in stazione a sperare che il treno non faccia ritardo. Mi dispiacerebbe abbandonare il mio mondo ma sto seriamente valutando di tornare all'estero, come fanno tutte le nuove generazioni, oppure trovare un posto all'interno di un altro ospedale che fa ricerca in Italia. Genova, ad esempio, è una grande città con un'ottima qualità di vita, senza i costi di Milano".