Chi è il 52enne fermato per l’omicidio di Hassan Matried: “Ha tenuto il cadavere sul furgone per ore”

Si chiama Nouri Hedhili l'uomo di 52 anni che è stato fermato e portato in carcere perché ritenuto il presunto responsabile dell'omicidio di Hassan Matried, il 43enne di nazionalità egiziana trovato morto ai margini della strada provinciale che porta a Taleggio, in provincia di Bergamo, lo scorso 5 gennaio. L'uomo – muratore incensurato, di origini tunisine e residente a Verdellino (Bergamo) da una dozzina di anni con la moglie e le 3 figlie adolescenti – ha negato le accuse a suo carico. "Si è trattato di un incidente, è caduto", avrebbe riferito agli inquirenti.
Oggi, giovedì 8 gennaio, Hedhili – difeso dagli avvocati Simone Inno e Gianluca Paris – si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Michele Martino Ravelli che si è riservato di decidere sulla custodia cautelare o su un provvedimento minore, come chiesto dagli avvocati.
Il ritrovamento del corpo
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini sino a questo momento, il corpo di Matried – richiedente asilo, ospite del centro accoglienza straordinaria per migranti a Sotto il Monte, gestito dalla cooperativa Ruah – sarebbe stato rinvenuto in una piazzola di sosta lungo la strada provinciale 25 che collega San Giovanni Bianco a Taleggio (Bergamo). A trovarlo sarebbe stata una coppia di escursionisti che, intorno alle 8:20, ha lanciato l'allarme.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Zogno che hanno iniziato a svolgere i primi accertamenti, visionando le immagini delle telecamere per la lettura delle targhe poste agli imbocchi dei territori comunali di Taleggio e Vedeseta e sequestrando le coperte sotto cui è stato rinvenuto il corpo dell'uomo alla ricerca di possibili tracce lasciate dall'assassino. Sul caso, la Procura ha deciso di aprire un'indagine per omicidio perché al momento del ritrovamento l'uomo presentava diverse ferite alla testa.
Le indagini
A tre giorni di distanza dalla morte di Matried è arrivato il primo fermo a carico del 52enne Nouri Hedhili. Secondo gli inquirenti, da oltre un anno Hedhili sarebbe stato solito chiamare Matried per farsi aiutare con diversi "lavoretti". L'ultima volta sarebbe stata domenica, lo scorso 4 gennaio, il giorno prima del ritrovamento del corpo del 43enne.
Stando alle immagini delle telecamere, infatti, Matried avrebbe varcato la soglia di casa dell'uomo verso le 10:00, ma all'incirca un'ora più tardi sarebbe stato trascinato fuori con un evidente trauma cranico alla testa, caricato su un Renault Master bianco e, dopo essere stato trasportato in giro per 19 ore, scaricato a bordo della provinciale 25 alle prime ore dell'alba. Nonostante i filmati, il 52enne avrebbe negato ogni suo coinvolgimento con la morte del 43enne che, a suo avviso, sarebbe da ricondurre a "un incidente". Riguardo al telefono di Matried che il 52enne avrebbe gettato in un tombino ha riferito soltanto di "aver perso la testa".
Nelle prossime ore saranno sentite anche la moglie e le 3 figlie che si trovavano nell’abitazione quando è avvenuta la tragedia. Domani, venerdì 9 gennaio, sarà, invece, eseguita l'autopsia sul corpo di Matried. In quella sede il medico legale sarà chiamato a rispondere a un quesito nello specifico: se le ferite alla testa siano compatibili con una caduta o se prevalga la tesi dell’omicidio.