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Ceva Logistics sotto inchiesta per frode fiscale: sequestrati 27,3 milioni di euro alla “azienda modello”

La Procura di Milano ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di oltre 27,3 milioni di euro nei confronti di Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa. L’accusa è di frode fiscale attraverso fatture per operazioni inesistenti.
A cura di Enrico Spaccini
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Ceva Logistics (foto da Facebook)
Ceva Logistics (foto da Facebook)

Questa mattina, martedì 3 marzo, il nucleo di polizia Economico finanziaria della guardia di finanza di Milano, con la collaborazione dell'Agenzia delle Entrate, ha eseguito due decreti di sequestro preventivo per oltre 27,3 milioni di euro nei confronti di Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa. Le due aziende, con sede ad Assago (nella Città Metropolitana di Milano), fanno parte del colosso francese leader nel settore della logistica e sono accusate dalla Procura di Milano di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Nel 2019 Ceva Logistics Italia srl era stata messa in amministrazione giudiziaria per caporalato, misura poi revocata dal Tribunale che aveva riconosciuto un "enorme sforzo di collaborazione" da parte dell'azienda, diventata un "modello nella logistica".

Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dal pm Paolo Storari, tra il 2020 e il 2024 le due società avrebbero usato fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse dalle proprie appaltatrici di servizi, a fronte di contratti di appalto, con imponibili Iva, simulati, per "schermare la reale somministrazione di manodopera".

Come ha spiegato il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, sarebbe stata accertata una "complessa frode fiscale". Ricostruendo la "filiera della manodopera", gli investigatori avrebbero rilevato come i rapporti di lavoro tra le appaltatrici "con la società committente", ovvero Ceva Logistics, sarebbero stati "schermati da società filtro che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative (società ‘serbatoio'), che hanno sistematicamente omesso il versamento dell'Iva", ma anche "degli oneri di natura previdenziale e assistenziale" per i lavoratori.

Attraverso decreti emessi d'urgenza dal pm Storari, i finanzieri hanno eseguito un sequestro preventivo per oltre 27,3 milioni di euro e sono ora in corso perquisizioni sui sistemi informatici a livello nazionale. In particolare, le perquisizioni riguardano "persone fisiche e giuridiche" che si trovano nelle province di Milano, Pavia, Roma, Latina e Napoli, alle quali sono state notificate anche le "informazioni di garanzia, anche in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società, a favore di quest'ultima".

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