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Cene fuori a 40 euro e trilocali a 450mila, come Milano diventa sempre meno a portata di lavoratore

A Milano un trilocale costa il doppio rispetto alla media italiana, mentre l’affitto per un lavoratore pesa il 72 per cento della busta paga. Le spese per i consumi alimentari? Sono le più alte del Paese.
A cura di Francesca Del Boca
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Una città sempre più al passo con l'Europa. Ma un lavoratore medio può ancora permettersi di vivere a Milano? Secondo gli ultimi dati disponibili, la risposta è no. Nel capoluogo lombardo, secondo l'ultimo studio di Deutsche Bank- Numbeo per il 2025, un singolo stipendio non è sufficiente a coprire l’affitto di un semplice bilocale: qui, infatti, il rapporto stipendio netto/canone di locazione è calcolato al 72 per cento, che è il peso dell'affitto sulla busta paga mensile ovvero la soglia di sostenibilità è di un terzo, il 30 per cento circa.

L'affitto di un bilocale a Milano

La stessa soglia di sostenibilità affitto/stipendio che riescono a garantire grandi città svizzere o austriache come Ginevra (29 per cento), Zurigo (35 per cento) e Vienna (37 per cento), realtà apparentemente esclusive dove però i salari dei lavoratori sono adeguati al rialzo dei prezzi. Mentre Milano, in questo scenario, è sulla linea di Barcellona (74 per cento), città dalla forte vocazione turistica in cui, al di fuori dei flussi dei viaggiatori, non è difficile trovare servizi essenziali a portata di studente o lavoratore. Quello che non capita certo sotto la Madonnina dove anche i pur alti stipendi medi di circa 2mila euro a persona – dato in realtà drogato dalle retribuzioni dei tanti manager, "colletti bianchi" e grandi patrimoni presenti in città – non riescono a stare al passo con il costo della vita.

Quanto costa mangiare fuori a Milano

Un esempio? Un pasto di tre portate per due persone al ristorante, a Milano, costa in media 82,50 euro: più di 40 euro a testa. Per una birra media in compagnia, dopo il lavoro o il venerdì sera, bisogna mettere in conto di spendere sui 6 euro, 10 per un cocktail. Non va meglio per il rituale degli italiani per eccellenza ossia il cappuccino al bancone del bar, che di listino viene in media sui 2 euro. La spesa per i consumi alimentari, del resto, qui è la più alta d'Italia (4.321 euro all'anno contro i 3.926 euro della media nazionale). Il motivo principale? Non si tratta di potere economico. Secondo uno degli ultimi rapporti del Codacons a Milano, gli stessi prodotti del supermercato costano addirittura il 54 per cento in più di quelli che si trovano in vendita tra gli scaffali di Napoli.

Per comprare un trilocale a Milano bisogna guadagnare 3mila euro al mese

E non va meglio per chi decide di stanziarsi a Milano, comprando casa per mettere su famiglia o in generale per aumentare la qualità della vita. Un trilocale, ovvero un appartamento con due camere da letto, qui costa quasi il 50 per cento in più rispetto a nove anni fa (per intenderci: a Roma il rialzo è stato solo del 5 per cento, mentre a Napoli rispetto al 2016 non si è verificato un aumento significativo dei prezzi): oggi, nel capoluogo meneghino, il costo del mattone si aggira in media intorno ai 5.400 euro al metro quadro (in Italia sono 2.135, meno della metà).

Cosa significa, nella pratica? Che, secondo i dati di Immobiliare.it, per un piccolo trilocale da 80 metri quadri è necessario mettere a budget oltre 430mila euro. Numero innalzato dai costi proibitivi del centro, ormai solo alla portata di miliardari internazionali e fondi immobiliari? Niente affatto. Un immobile in un quartiere periferico come il tratto che corre lungo viale Monza, da Pasteur a Rovereto fino alle porte di Sesto San Giovanni, vale infatti ben 4.664 euro al metro quadro. Uguale in zona Famagosta-Barona, con 4.388 euro, e il capolinea della metro rossa Inganni con 4.693.

E così, ipotizzando che per l’acquisto si ricorra a un mutuo al 70 per cento per 30 anni, il conto è presto fatto. Per un lavoratore, è obbligatorio avere a disposizione una rilevante riserva di contanti per l'anticipo (almeno 130mila euro) e affrontare in media una rata mensile da oltre mille euro. E quindi, dal momento che quest'ultima non dovrebbe superare il 30-35 per cento dello stipendio netto mensile per essere considerata sostenibile dalla maggior parte delle banche, qual è il reddito richiesto all'aspirante acquirente? Circa 3mila euro al mese. Cifra che supera di gran lunga anche il già alto stipendio medio mensile di Milano, al momento valutato intorno ai 2mila euro.

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A Fanpage dal 2022 dopo anni al Corriere della Sera, lavoro all'interno della redazione cronaca di Milano. Scrivo ogni giorno della mia città raccontandola tra politica, società, personaggi e inchieste, tendenze e contraddizioni. 
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