"Non esiste il rischio zero. Il virus circola e l'averlo scoperto e isolato fra pazienti e dipendenti dell'istituto, prevalentemente asintomatici, dimostra la grande azione di controllo e verifica": a dirlo è Fabrizio Pregliasco, consulente tecnico scientifico del Pio Albergo Trivulzio di Milano, dove in questi giorni sono stati registrati alcuni casi positivi al Covid-19 tra ospiti e dipendenti.

Eseguiti oltre 900 tamponi al Pio Albergo Trivulzio

Complessivamente, considerando tutte le strutture del Pat, sono 14 gli ospiti e sei gli operatori positivi. L'esito è la conseguenza di una forte campagna di screening avviata dal Pat: da dieci giorni infatti su 141 pazienti ricoverati nelle cure intermedie – 126 al Pio albergo e 15 all'Istituto Frisia di Merate – sono stati effettuati 223 tamponi. Di questi undici sono risultati positivi e sono stati trasferiti in ospedale. Nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) del Trivulzio (Pio Albergo, Principessa Jolanda e Istituto Frisia) sono stati fatti 594 tamponi. Di questi solo un ospite – risultato debolmente positivo – è stato trasferito in ospedale. Nella comunità per minori invece su dodici minori sono stati rilevati due casi mentre per quanto riguarda i dipendenti dal 12 al 16 ottobre su 475 sono risultati positivi in sei. 

Le misure adottate per ridurre i contagi

L'attenzione al Pio Albergo Trivulzio resta altala residenza sanitaria assistenziale durante la scorsa primavera – nel pieno della prima ondata da Coronavirus –  è stata al centro di polemiche: decine di ospiti si sono infatti ammalati gravemente e sono morti a causa del virus. E per questo motivo, la gestione dell'emergenza da parte della struttura è ancora al centro di un'inchiesta della Procura di MilanoPer garantire quindi una maggiore tutela ed evitare che il virus si imponga in maniera più virulenta, la struttura ha preso delle misure di sicurezza per difendere i propri ospiti: dal 9 ottobre i parenti non possono entrare negli edifici, sono sospesi i ricoveri nelle cure intermedie e tutti gli ingressi fino al 31 ottobre. Per consentire ai parenti di star comunque vicino ai loro famigliari e conoscere le loro condizioni di salute è garantito il servizio delle videochiamate.