Da quartier generale di uno dei boss di ‘ndrangheta a casa rifugio per bambini vittime di violenza. Ritorna così alla parte sana della società la villetta di Carugo, in provincia di Como, confiscata alla ‘ndrangheta dieci anni fa: il mese scorso è stata inaugurata la "Casetta di Timmi", la prima comunità educativo-familiare di Terre des Hommes e Comin che accoglierà bambini dagli 0 ai 5 anni allontanati dalla propria famiglia su provvedimento dell'autorità giudiziaria. La villetta ospiterà un massimo di sei minori vittime di violenza e maltrattamenti che riceveranno assistenza per tutto il loro periodo di permanenza: "L'obiettivo – precisano dalle due associazioni che gestiscono la villetta, in attesa ancora dell'arrivo dei primi ospiti – è recuperare il benessere psicofisico dei bimbi accolti, nell'ottica di favorire un rientro sicuro dei piccoli presso la propria famiglia, quando possibile, oppure di accompagnarli nel delicato cammino verso un affido o un'adozione". Nella nuova villetta ci saranno infatti educatori, psicologi, pediatri, famiglie e volontari a supporto di tutti gli ospiti. Ad accudire 24 ore su 24 i piccoli è la coppia formata da Silvia Moscatelli, 40 anni, e Javier Zaquies, 50 anni, con entrambi alle spalle esperienze come educatori sia in Italia che all'estero: "Abbiamo sempre vissuto delle vite aperte, dove la casa era un luogo importante d’incontro, d’apertura e d’accoglienza. Questo è quello che ci aspettiamo di vivere nella Casetta di Timmi".

Sindaco: Il bene torna a essere a disposizione della comunità

Tutto grazie al supporto anche della comunità locale. La Casetta di Timmi, infatti, si integra perfettamente con i servizi del territorio: "Il percorso di ciascun bambino e bambina ospiti della casa sarà progettato in collaborazione con i servizi di Tutela referenti. Una comunità di accoglienza radicata nel territorio dispone infatti risorse preziose, quali affetto, prossimità e collaborazioni. La Casetta rappresenta anche un traguardo importante nella strategia di contrasto e prevenzione della violenza sui bambini della nostra Fondazione", spiega Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes. In cambio Carugo vedrà la villetta riprendere vita: "Si tratta di una risposta ferma e decisa dello Stato che afferma il primato della legalità – spiega il primo cittadino Daniele Colombo -. L'immobile confiscato alla criminalità organizzata torna ad essere a disposizione della comunità e svolgerà un'importante funzione sociale. È stato un percorso lungo e difficile che abbiamo voluto affrontare però con determinazione, proprio per cercare di dare un segnale preciso e concreto alle organizzazioni mafiose". Segno che lo Stato e il rispetto delle regole vincono sempre, anche nel Comasco.

Silvia Moscatelli e Javier Zaquies
in foto: Silvia Moscatelli e Javier Zaquies

La villetta sequestrata durante un'operazione antimafia nel 2006

Una nuova vita, dunque, per la villetta in zona Sant'Isidoro, al civico 6 della provinciale Arosio-Canzo. L'immobile era stato sequestrato durante un'operazione antimafia nel 2006 quando la Guardia di Finanza aveva arrestato 15 persone appartenenti al clan Modafferi-Mondella di Gioia Tauro, in Calabria: gli arrestati gestivano un traffico di cocaina importata dalla Colombia e destinata alle piazze milanesi e comasche. Allora il sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Milano ammontava a un valore di oltre due milioni di euro: nelle mani dei militari erano finiti anche 13 appartamenti tra Giussano, Meda e Cantù, 13 auto e alcuni conti correnti appartenenti tutti agli affiliati di ‘ndrangheta. Ora la villetta di Carugo sarà invece la casa di Silvia Moscatelli e Javier Zaquies e di sei bambini.