Continua il monitoraggio della situazione Coronavirus al Pio Albergo Trivulzio di Milano dopo l'allarme dello scorso 5 novembre quando il numero dei dipendenti positivi era salito a 64 e quello dei pazienti a 7. La Rsa milanese, al centro della prima ondata per numero di morti e contagi da Covid-19, continua la sua lotta al virus effettuando tamponi su tamponi a tutto il personale e agli ospiti della struttura. Sarebbe però ben lontana dai numeri della scorsa primavera: "L'incidenza dei positivi sui tamponi effettuati tra ospiti e pazienti del Pio Albergo Trivulzio di Milano è dello 0,49 per cento", fanno sapere dalla struttura. Qui negli ultimi controlli sono stati effettuati oltre 400 tamponi sugli oltre 600 tra pazienti e ospiti presenti e sono stati accertati solo due casi di positivi asintomatici. E i controlli sono andati avanti anche negli ultimi giorni: "Dal 17 al 23 novembre – comunica ancora l'istituto – sono stati eseguiti 28 tamponi, di cui 24 a personale sanitario e 4 a personale non sanitario e solo una persona è risultata positiva".

Test rapidi per tutti gli ospiti della struttura

Intanto il Pio Albergo Trivulzio ha introdotto anche i tamponi rapidi per accelerare le pratiche di monitoraggio quotidiano da Covid sugli ospiti della rsa. "Oltre alla pregressa attività di screening – concludono dal Trivulzio – abbiamo introduzione la possibilità di svolgimento della diagnostica attraverso test antigenico, meglio conosciuto come tampone rapido, di cui questo istituto vanta già la disponibilità in ragione delle prime consegne ricevute nei giorni scorsi".

La Procura indaga sulle morti della scorsa primavera

L'obiettivo di tutta la direzione sanitaria è quello di non ripetere quanto successo durante la prima ondata quando al Pio Albergo Trivulzio si sono contati 200 morti in quella che passerà alla storia come "la strage dei nonni". E su questo sta ancora indagando la Procura di Milano: gli inquirenti dovranno capire se, come sostiene l'accusa, la struttura abbia voluto nascondere la grave situazione dei suoi pazienti giustificando le morti Covid come semplici bronchiti. Accusa sostenuta anche da molti sindacalisti. Intanto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha promesso maggiore sicurezza nelle rsa della Lombardia vietando i trasferimenti di persone positive al Covid nelle case di riposo. Non solo: ogni quindici giorni saranno effettuati tamponi rapidi agli ospiti e al personale di tutte le strutture.