Caffo in tv dopo la condanna per maltrattamenti e il licenziamento, l’ex compagna: “Ha violato il concordato”

Durante la puntata del programma televisivo Le Iene trasmessa su Italia Uno ieri sera, domenica 1 marzo, è andato in onda un monologo di circa un minuto di Leonardo Caffo. Filosofo e scrittore, il 37enne era stato denunciato nel 2022 dalla sua ex compagna Carola Provenzano e, in seguito, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Milano a 4 anni di reclusione per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi. La pena è stata ridotta a 2 anni con sospensione condizionale lo scorso dicembre, in virtù di un concordato tra le parti, ed è ormai definitiva. L'accordo, come ha scritto Provenzano in un comunicato stampa, prevedeva che Caffo "cessasse di rilasciare interviste aventi a oggetto il processo", condizione che il filosofo avrebbe "ripetutamente violato". L'ultima volta proprio ieri sera, quando in diretta nazionale ha raccontato del suo licenziamento dalla Nuova Accademia di Belle Arti (Naba) di Milano e di come "la società civile mi nega il futuro". "Ho accettato il concordato ritenendo di poter così tutelare mia figlia dalle sue dichiarazioni pubbliche", ha dichiarato Provenzano, "ma mi sbagliavo".
La condanna in primo grado e il concordato
Caffo era stato denunciato dall'ex compagna nel luglio del 2022 e il 10 dicembre 2024 era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Milano per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi a 4 anni di reclusione, con un risarcimento complessivo di 45mila euro. Secondo i giudici, il filosofo aveva adottato nei confronti della donna un "comportamento che denota una volontà manipolatoria" basato su "schemi patriarcali del tutto inaccettabili". Il 37enne, descritto come "Pigmalione moderno", si era resto autore di "reiterati e costanti" atteggiamenti "mortificanti e vessatori" sfociati più volte in "violenza soprattutto verbale" ma anche "fisica".
A dicembre 2025 la pena è stata ridotta a 2 anni, con sospensione condizionale, a seguito di un concordato tra le parti. In sostanza, Caffo ha beneficiato di una riduzione della pena in cambio della rinuncia all'impugnazione in Appello. Come spiegato da Provenzano, difesa dall'avvocata Elena Tomayer, "qualora avesse proseguito, sarebbe stato verosimilmente condannato senza alcuna riduzione di pena. Per questo mi ha chiesto di aderire al concordato, che ho accettato ritenendo di poter così tutelare mia figlia dalle sue dichiarazioni pubbliche". L'accordo, infatti, prevedeva l'adesione della vittima a condizione che Caffo, "tra le altre cose, cessasse di rilasciare interviste aventi ad oggetto il processo e, soprattutto, nostra figlia". Cosa, però, che è accaduta anche nell'ultima apparizione pubblica a Le Iene.
Provenzano: "Alcune accuse rimodulate, ma il reato sussiste"
In questi ultimi giorni, infatti, Caffo era tornato a parlare pubblicamente del processo che lo ha visto condannato in via definitiva per maltrattamenti poiché la Nuova Accademia di Belle Arti (Naba), dove insegnava, ha disposto il suo licenziamento per incompatibilità con il proprio codice etico. Durante l'iter processuale, il 37enne si è sempre dichiarato innocente e lo ha fatto anche durante il monologo a Le Iene: "In cuor mio so di non aver fatto ciò che mi è stato contestato", ha ribadito, "la magistratura mi ha dato la possibilità di andare avanti, ma la società civile mi nega il futuro".
Come ha precisato Provenzano nel suo comunicato, però, per poter arrivare al concordato "alcune accuse sono state rimodulate, come nel caso delle lesioni inizialmente qualificate come permanenti". Nonostante questo, però, "le lesioni da me subite sono state accertate e non sono mai state oggetto di contestazione. Si è convenuto di non riconoscere l’elemento dell’intenzionalità", tuttavia "il reato sussiste".