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Busta anonima con svastiche a Pierfrancesco Majorino: “Mi chiamano zecca, dicono che devo morire. Non mi fate paura”

Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Lombardia, ha raccontato di aver ricevuto una busta anonima con dentro “svastiche e altri riferimenti molto brutti”. Solidarietà da tutto il mondo dem e dal capogruppo della Lega in Regione.
A cura di Enrico Spaccini
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Pierfrancesco Majorino
Pierfrancesco Majorino

Il capogruppo del Partito democratico in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino ha raccontato attraverso il proprio profilo Instagram di aver ricevuto nei giorni scorsi una "busta anonima con all'interno svastiche e altri segni e riferimenti molto brutti". Il consigliere ed ex europarlamentare dem ha parlato anche di "messaggi violenti, carichi d'odio" che ormai "da mesi" gli vengono "recapitati attraverso i social. Mi si augura che io venga ‘rinchiuso nei Cpr d'Albania', vengo chiamato ‘zecca'. Mi si dice che devo morire, e via di questo (triste) passo. Voglio, con molta semplicità e serenità, dire che non ci fate alcuna paura". Nelle scorse ore sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà nei confronti di Majorino, dai colleghi di partito, anche a livello nazionale, ad avversari politici. Il capogruppo del Pd ha fatto sapere di aver consegnato il materiale recapitato alle autorità competenti.

"Si tratta di episodi gravi e inaccettabili che nulla hanno a che fare con il confronto democratico e che devono essere condannati con fermezza da tutte le forze politiche", ha dichiarato Silvia Roggiani, segretaria regionale Pd Lombardia: "L'impegno politico e istituzionale di Majorino sui temi dei diritti, dell'accoglienza e della difesa delle persone più fragili è noto e non può diventare motivo di intimidazione. Siamo certi che continuerà il suo lavoro con la stessa determinazione e serenità di sempre". Solidarietà anche da Alessandro Capelli, segretario del Pd di Milano: "Siamo al suo fianco, consapevoli che ha la spalle larghe. Questo clima di intimidazione diffuso, violenze sui social che vuole intimidire e portare il silenzio non vincerà mai. Noi ci siamo, perché nessuno debba aver paura di prendere parola". Da Roma, arriva il supporto dei parlamentari e gli europarlamentari lombardi del Pd, che chiedono "alla destra al governo di prendere posizione in modo chiaro e inequivocabile, senza silenzi o mezze parole, perché episodi come questi non possono essere normalizzati".

"Episodi di odio, intimidazione e violenza non devono trovare spazio nel confronto politico e civile", ha dichiarato invece Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, il quale ha sottolineato come "episodi di questo tipo riguardano da tempo anche esponenti della Lega, penso ad esempio a Matteo Salvini e Silvia Sardone che da anni ricevono minacce di morte e messaggi d'odio quasi quotidianamente sui social e non. Proprio per questo è importante che ci sia sempre una condanna chiara e unanime, senza i doppi standard a cui purtroppo assistiamo". "Ogni forma di violenza, anche scritta o verbale, deve essere condannata in maniera netta e decisa", ha scritto in una nota Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia: "L’avvelenamento del clima istituzionale e politico va sempre contrastato e mai sottovalutato. L’avversario non deve essere trasformato in nemico e il confronto non deve mai sfociare in vili attacchi come quelli subiti da Majorino".

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