Bimbo morto in grembo il giorno del parto in ospedale a Lodi: a processo due medici e due ostetriche

Due medici e due ostetriche sono finiti a processo con l'accusa di omicidio colposo per non aver impedito la morte in grembo di un bambino, avvenuta il 6 gennaio 2023 all'ospedale Maggiore di Lodi. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe la gestione del travaglio e, in particolare, il monitoraggio delle condizioni del bimbo nelle ore precedenti il parto.
Come ricostruito dalla Procura, la donna sarebbe giunta in ospedale il giorno successivo alla rottura delle acque. Appena dopo il ricovero avrebbe cominciato ad accusare forti segnali di sofferenza fetale che, secondo i consulenti del pubblico ministero, avrebbe richiesto un intervento tempestivo e di emergenza da parte dei medici. In particolare si sarebbe dovuto prendere in considerazione il ricorso al taglio cesareo. Una decisione che non è stata presa e che, sempre secondo l’accusa, avrebbe potuto evitare il tragico esito. Il parto è avvenuto invece in ritardo, causando la morte in grembo del piccolo.
Dall'altra parte invece, la posizione dei legali dei sanitari mettono in luce il comportamento corretto dei due medici e delle due ostetriche, sottolineando come le scelte adottate siano state in linea con il protocollo e il quadro clinico, e che le valutazioni sono state effettuate per tempo. La difesa punta sulla complessità della situazione e la necessità di ricostruire nel dettaglio ogni fase del travaglio.
Lo scorso martedì 17 marzo, in tribunale a Lodi, si è svolta la prima udienza del processo, mosso dopo la denuncia del padre del bimbo e centrato sulla testimonianza della madre. La prossima udienza è prevista a fine del mese prossimo, aprile, con l’ascolto dei testimoni e dei consulenti tecnici, chiamati a chiarire eventuali responsabilità nella gestione del parto.