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Bambino di 11 anni travolto e ucciso da un ubriaco senza patente: nessun risarcimento per la famiglia

La famiglia di Momo, il bimbo di 11 anni travolto e ucciso da un’auto guidata da un uomo ubriaco e senza patente, non riceverà alcun risarcimento: “Per noi è una beffa”, ha commentato lo zio del piccolo.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Non ci sarà alcun risarcimento per la famiglia di Momo, il ragazzino di undici anni che il 9 agosto 2022 è stato travolto e ucciso da un'automobile guidata da un uomo ubriaco e senza patente: "Per noi è una beffa. Un altro dolore che si aggiunge a quello devastante della perdita di Momo", ha detto lo zio al quotidiano Il Giorno. Sembrerebbe che il mancato risarcimento sia legato a motivi burocratici.

L'investitore è stato condannato a 8 anni di carcere

Il fatto che l'imputato abbia guidato un'automobile immatricolata in un altro Stato e presa a noleggio da un'altra persona, impedisce alle parti civili di poter avere un risarcimento del danno: è infatti questa la motivazione fornita dal giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Milano che il 12 luglio 2023 ha condannato a otto anni di carcere, con rito abbreviato, il ragazzo di 20 anni accusato della morte di Momo. L'uomo, infatti, è stato arrestato il 18 agosto 2022 per omicidio stradale aggravato dalla fuga: dopo aver investito l'11enne, che si trovava in sella alla sua bici, in via Bartolini, è scappato.

Lo zio di Momo: Ci sentiamo presi in giro di nuovo

Il ventenne, oltre a essere ubriaco e sotto effetto di cannabinoidi, guidava con una gamba ingessata e senza patente. Si era poi costituito solo dopo quattro ore i fatti. A metà marzo aveva presentato un'istanza di patteggiamento a cinque anni, ma il giudice l'aveva respinta: "Ora ci sentiamo presi in giro di nuovo, dopo la condanna-beffa di 8 anni", ha raccontato ancora lo zio. All'uomo sono state riconosciute le attenuanti generiche. Per il gup andava valutato "positivamente" il "ripensamento dell'imputato" che si era presentato in Questura "seppur tardivamente".

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