"Un passato di violenza e la consapevolezza di non essere in grado di gestire la rabbia": è questo quanto affermato dalla psicoterapeuta che aveva in cura Damian Dobrev Borisov, il 23enne accusato dell'omicidio della 90enne Carla Quattri Bossi avvenuto il 5 gennaio 2019 nell'agriturismo Podere Ronchetto a Milano. Pochi giorni fa l'avvocato difensore di Borisov aveva anche depositato una perizia che certificava un parziale vizio di mente.

Il passato di violenze del 23enne

Ad affidare il ragazzo alla psicoterapeuta era stata la cooperativa di servizi sociali Terre Nuove. Stando a quanto l'esperta ha riferito ai giudici, il 23enne avrebbe raccontato di essere stato picchiato da piccolo e di aver assistito a scene di violenza tra i suoi genitori. Il ragazzo avrebbe inoltre confermato di aver abusato di alcol, ma di averla sempre considerata "un'abitudine dei giovani". Oltre alla psicoterapeuta, durante l'udienza è stato ascoltato anche il medico legale che ha eseguito l'autopsia. La 90enne è morta a causa di diverse ferite al cranio dovute a numerosi colpi – dati con il barattolo – che hanno comportato una lacerazione di 29 centimetri.

L'omicidio del 5 gennaio

Il ragazzo viveva da diverso tempo nel casolare. Il rapporto con la vittima era talmente confidenziale che il 23enne usava chiamarla nonna. Il 5 gennaio 2019 le aveva chiesto di prestargli duecento euro. Cifra che però la donna non gli ha voluto dare. Il suo rifiuto ha scatenato l'ira del giovane che l'ha colpita in testa con un barattolo di marmellata. Dopo aver compiuto l'omicidio, ha preso i soldi ed è scappato: "Li ho spesi tutti con delle ragazze", ha poi ammesso dopo essere stato catturato dalle forze dell'ordine e aver confessato l'omicidio.