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Mamma e figlia uccise in casa a Samarate: fermato il padre
6 Maggio 2022
10:41

Alessandro Maja aveva chiesto scusa alla figlia prima di ucciderla insieme alla moglie

A rivelarlo è stato il nonno materno di Giulia e Nicolò: la prima uccisa insieme alla madre Stefania Pivetta dal padre Alessandro Maja e il secondo ferito gravemente.
A cura di Ilaria Quattrone
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Stefania Pivetta (56 anni), Giulia Maja (16) e Alessandro Maja (57)
Stefania Pivetta (56 anni), Giulia Maja (16) e Alessandro Maja (57)
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Mamma e figlia uccise in casa a Samarate: fermato il padre

Avrebbe chiesto scusa alla figlia. Delle scuse che sarebbero arrivate il giorno prima della tragedia: Alessandro Maja, l'architetto arrestato con l'accusa di aver ucciso la figlia di 16 anni, Giulia, e la moglie Stefania Pivetta nella loro abitazione a Samarate (Varese). Oltre a loro, avrebbe ferito gravemente Nicolò, il figlio di 23 anni che si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Di Circolo di Varese.

Le scuse del padre la sera prima della tragedia

Sembrerebbe che la ragazza fosse andata dal nonno materno dicendogli: "Papà è venuto da me e mi ha chiesto scusa". A rivelarlo è stato proprio il padre di Pivetta alla trasmissione "La Vita in Diretta" in onda su Rai Uno. Non è chiaro per cosa siano arrivate quelle scuse. In base ai racconti di alcuni conoscenti e parenti, sembrerebbe che il clima che si respirava tra le mura di quella villetta non fosse così sereno. Sembrerebbe infatti che spesso si litigava per l'ossessione che Maja avrebbe avuto nei confronti dei soldi: accusava la famiglia di spendere troppo.

Domani si svolgeranno le autopsie

Nonostante le supposizioni, le ipotesi e le deduzioni che in queste ore stanno emergendo, resta sconosciuto il movente che avrebbe spinto l'architetto a commettere questo efferato gesto: nonostante, una volta uscito dalla villetta, sia stato sentito urlare "ci sono riuscito", "Vi ho ucciso tutti, bastardi", l'uomo non ha risposto alle domande del sostituto procuratore durante l'interrogatorio che si è svolto mentre era ricoverato in ospedale perché avrebbe tentato il suicidio. Ieri è stato poi trasferito al carcere di Monza. Nella giornata di oggi, venerdì 6 maggio, si terrà l'interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari. Domani si svolgeranno invece le autopsie sui corpi delle due donne.

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