Monia Bortolotti accusata di infanticidio

Accusata di aver ucciso i due figli neonati, Monia Bortolotti assolta anche in Appello: starà in Rems per 10 anni

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Monia Bortolotti è stata assolta anche in Appello dall’accusa di duplice infanticidio. La 30enne era imputata per la morte dei suoi due figli neonati, tra il 2021 e il 2022 a Pedrengo (Bergamo). Per la prima bambina il “fatto non sussiste”, mentre per il secondo bambino è stata giudicata incapace di intendere e di volere.

La Corte d'Appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado per Monia Bortolotti. La 30enne era accusata del doppio infanticidio dei suoi due figli, deceduti tra il 2021 e il 2022 quando avevano appena 4 mesi e 2 mesi di vita. Secondo i giudici, per la primogenita "il fatto non sussiste", poiché gli accertamenti eseguiti non avevano potuto escludere la morte naturale, mentre per il secondogenito è stata ritenuta incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Bortolotti, per la quale è stata confermata la pericolosità sociale, si trova da fine estate 2024 ricoverata in una residenza sanitaria e dovrà restare nella Rems per almeno 10 anni.

La morte dei due bambini

Le indagini dei carabinieri della sezione Operativa della Compagnia di Bergamo si erano avviate il 25 ottobre 2022, quando il figlio di 2 mesi di Bortolotti morì all'ospedale Papa Giovanni XXIII dopo un mese di ricovero. A seguito dell'autopsia, il medico legale aveva rilevato che il decesso era stato provocato da un'insufficienza respiratoria acuta da asfissia meccanica.

In seguito a questa scoperta, era stata disposta la riesumazione della salma dell'altra figlia di Bortolotti. La piccola, infatti, era deceduta il 15 novembre 2021 a 4 mesi di vita. Tuttavia, gli esami eseguiti a oltre un anno di distanza dalla morte non avevano permesso di identificare la causa del decesso.

L'assoluzione in primo e secondo grado

Bortolotti era stata arrestata con l'accusa di duplice infanticidio a novembre 2023. Secondo l'accusa, sarebbe stata lei a soffocare i figli in casa a Pedrengo (in provincia di Bergamo) perché non sopportava il loro pianto. La giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino aveva disposto in seguito la perizia psichiatrica in incidente probatorio, con i periti che avevano evidenziato nella donna un vizio di mente totale. A fine estate 2024 Bortolotti era stata trasferita nella Rems di Castiglione delle Stiviere (in provincia di Mantova).

A processo, lo scorso 13 novembre la Corte d'Assise di Bergamo l'aveva assoluta. Per la morte della prima figlia il "fatto non sussiste", mentre per il secondo bambino "non è punibile". Secondo gli psichiatri, la 30enne è affetta da un disturbo depressivo con caratteristiche psicotiche che l’avrebbe accompagnata dai 2 anni, quando era stata abbandonata in un orfanatrofio di Calcutta.

La pm Maria Esposito aveva chiesto l'ergastolo e, in Appello, una nuova perizia. Secondo i giudici della Corte d'Assise bergamasca, non ci sarebbero dubbi del fatto che il secondo figlio morì a causa di una stretta "improvvisa e intensa, compatibile con un abbraccio disperato di qualche minuto" della mamma, ma in quel momento la donna era incapace di intendere e di volere. Ora la Corte d'Appello di Brescia ha confermato quella sentenza, così come il fatto che per almeno 10 anni Bortolotti dovrà restare nella Rems.

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