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Monia Bortolotti accusata di infanticidio

Chi è Monia Bortolotti, la mamma accusata di aver soffocato i suoi figli di 4 e 2 mesi

Si chiama Monia Bortolotti la mamma a di 27 anni che è stata arrestata con l’accusa di doppio infanticidio, a distanza di un anno l’uno dell’altro, dei suoi figli di 4 e 2 mesi. Il soffocamento è avvenuta a Pedrengo (Bergamo), dove la donna viveva con il compagno Cristian Zorzi.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Monia Bortolotti (Fonte: Facebook)
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Monia Bortolotti accusata di infanticidio

Si chiama Monia Bortolotti, la donna che è accusata di aver ucciso i suoi figli di quattro e due mesi. La 27enne è stata arrestata per omicidio volontario, in quanto avrebbe provocato il soffocamenti dei suoi bambini: il 15 novembre del 2021 della piccolo Alice Zorzi e il 25 ottobre del 2022 del fratellino Mattia. In entrambi i casi inizialmente si pensava a morti in culla, tanto è vero che il primo caso è stato immediatamente archiviato. Il secondo, invece, ha insospettito gli inquirenti. Alcuni mesi prima che scattasse l'ordinanza di custodia cautelare, Bortolotti era venuta a sapere che la Procura sospettava di lei e sui social sosteneva di essersi sempre presa cura dei suoi figli con cura e amore. La donna era originaria dell'India, era una delle orfane di cui si era occupata Madre Teresa di Calcutta ed è stato adottata a un anno di età.

Chi è Monia Bortolotti, la donna accusata di infanticidio a Bergamo

Bortolotti è nata in India il 17 maggio 1996. È stata l'ultima orfanella di Madre Teresa di Calcutta a essere adottata in Italia prima che morisse. Ha vissuto in Val Seriana dove è stata battezzata, è andata a scuola e ha incontrato il suo compagno, Cristian Zorzi. Appena è rimasta incinta, ha lasciato il lavoro come insegnante di ballo e si è trasferita a Pedrengo (Bergamo).

L'arresto è scattato il 4 novembre: per gli inquirenti, la 27enne avrebbe soffocato i suoi figli. Secondo quanto stanno ricostruendo gli investigatori, è possibile che li abbia uccisi "perché non sopportava il loro pianto". L'autopsia svolta sul corpo del bimbo, morto nel 2022, sarebbe avvenuta per una asfissia meccanica acuta da compressione del torace. Sarebbe conseguenza di un'azione volontaria.

Dopo gli esiti di questo esame, è stato aperto il caso sulla morte della bimba. La piccola è stata riesumata, ma non è stato possibile svolgere l'autopsia perché la bara era danneggiata: la salma quindi è stata trovata in un cattivo stato di conservazione. Tra gli indizi di colpevolezza a carico della donna, ci sarebbero alcune contraddizioni durante il racconto che la stessa ha fornito ai militari.

Di sicuro la donna ha avuto un passato molto travagliato: dopo l'adozione, la donna ha poi subito il distacco dalla madre adottiva, con cui pare avesse un rapporto conflittuale. La madre, nonna dei due bimbi, ha poi lasciato il compagno e Monia per rifarsi una vita altrove.

La morte di Alice e Mattia raccontata su Facebook

"E la Procura incolpa me, come se tutta questa tragedia fosse voluta, cercata", aveva scritto il 30 agosto sulla pagina Facebook del gruppo Sids (Sudden infant death syndrome e cioè sindrome della morte in culla) Awareness.

Monia Bortolotti, spesso chiamata Mia, aveva poi aggiunto che a nessuno sembrava importare che "i miei bimbi fossero seguiti e tenuti come fiorellini, perfetti" e che soprattutto cercasse "disperatamente di essere la mamma che non ho mai avuto".

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La donna aveva scritto di aver perso il 15 novembre 2021 la sua prima bimba, Alice Zorzi, in culla "soffocata da un rigurgito. La colpa è mia, per averla messa a dormire di lato sui suoi cuscinotti tanto morbidi". Sul secondo bambino, Mattia, nato l'anno successivo e morto il 25 ottobre 2022, aveva invece scritto che era morto "molto probabilmente schiacciato da me mentre mi sono addormentata allattandolo".

Aveva poi aggiunto che al suo risveglio il piccolo è stato vivo per poco: "La colpa è ancora mia perché, per evitare la stessa tragedia avvenuta alla sorellina, lo tenevo in braccio giorno e notte, camuffando le mie paure per non disturbare nessuno".

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