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Accoltella il padre alla testa durante una lite in casa: 26enne arrestato per tentato omicidio

Un 26enne è stato arrestato per tentato omicidio per aver aggredito il padre durante una lite. È successo lo scorso 19 febbraio a Desio (Monza). Per il ragazzo è stata disposta la misura cautelare del braccialetto elettronico.
A cura di Enrico Spaccini
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(Archivio)
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Un 26enne è stato arrestato lo scorso giovedì 19 febbraio dai carabinieri della Stazione di Desio (in provincia di Monza e della Brianza) con l'accusa di tentato omicidio. Poco prima, il ragazzo avrebbe aggredito il padre con il quale stava avendo una discussione e lo avrebbe ferito più volte alla testa con un coltello a serramanico. La vittima è stata trasportata all'ospedale cittadino, dove è stato medicato e dimesso la sera stessa. Al termine dell'udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti del 26enne la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare con l'applicazione del braccialetto elettronico.

Una prima segnalazione arrivata al numero unico per le emergenze 112 nella serata del 19 febbraio parlava di una violenta lite che era in corso all'interno di un'abitazione in città a Desio. Pochi secondi dopo, a chiamare i carabinieri era stata una ragazza che ha spiegato che il fratello aveva accoltellato il padre durante una lite. Arrivati sul posto, i militari hanno accertato che il 26enne, di origine egiziana, durante una discussione con il genitore aveva impugnato un coltello a serramanico e lo aveva colpito con diversi fendenti alla testa.

La vittima è stata subito trasportata all'ospedale di Desio, dove è stata medicata e dimessa in poco tempo. Il ragazzo, che nel frattempo era rimasto in casa, è stato arrestato in flagranza per tentato omicidio e, su disposizione del pubblico ministero di turno in Procura, condotto in carcere. Il coltello usato dal 26enne è stato trovato in poco tempo ed è stato sottoposto a sequestro. Al termine dell'udienza di convalida del fermo, il gip del Tribunale di Monza ha disposto per il ragazzo la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa frequentati, con applicazione del braccialetto elettronico di controllo.

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