Abusò e palpeggiò un’allieva 14enne, maestro di pianoforte condannato a 9 anni nel Varesotto

Prima le avrebbe fatto appoggiare la testa sulle sue gambe dicendole frasi poetiche, poi avrebbe infilato la mano sotto la maglietta di lei e l'avrebbe palpata nelle parti intime. Un episodio di abuso sessuale che si sarebbe verificato, secondo quanto emerge, un sabato pomeriggio di fine aprile 2022, all'interno di una scuola di musica di Busto Arsizio (Varese) da parte di un insegnante di pianoforte 50enne, nei confronti di un'allieva di 14 anni che in quel momento si trovò casualmente da sola con lui.
La 14enne quel giorno tornò a casa e raccontò tutto prima a un'amica, poi ai genitori, poi ai carabinieri da cui si era recata insieme alla famiglia per sporgere denuncia. I militari avviarono subito le indagini, l'insegnante di pianoforte coinvolto si dimise nell'immediato e si effettuarono controlli all'interno della scuola di musica per cercare di fare piena luce su quanto accaduto e ricostruire la dinamica dei fatti. Al termine di questa fase di controlli, il racconto della 14enne fu ritenuto credibile.
La ragazza poi ribadì la sua versione dei fatti anche in incidente probatorio e il cinquantunenne finì a processo. Ieri, giovedì 12 marzo, l'uomo è stato condannato a nove anni di reclusione (tre in più rispetto alla richiesta del pubblico ministero Martina Melita). Ora si attendono le motivazioni della condanna che usciranno tra sessanta giorni. Successivamente l’avvocato Gabriele Vecchioni, nominato d’ufficio a istruttoria inoltrata, preparerà il ricorso in appello. Alle parti civili intanto è stato riconosciuto un risarcimento di 20mila euro: 15mila all’allora 14enne e 2500 euro a ciascuno dei genitori.
La versione dell'insegnante di musica, descritto da tutti come un professionista serio e preparato, che mai si era trovato ad avere a che fare con episodi simili, avrebbe raccontato che sarebbe stata invece l'allieva 14enne ad avvicinarsi a lui e lanciarsi in un abbraccio, che lui avrebbe prontamente rifiutato. Molti altri studenti e studentesse hanno sostenuto la versione dell'uomo, così come sua moglie, che l'ha ritenuto sempre innocente.