Il piccolo Jake Stanley era stato portato in ospedale dai genitori e poi ricoverato a seguito di un attacco causato da una condizione di cui soffriva dalla nascita. I medici avrebbero dovuto prendersi cura di lui come già era accaduto in precedenza ma quel giorno qualcosa è andato terribilmente storto. I medici, presi da varie emergenze, hanno fatto confezione, la comunicazione tra dottori e infermieri si è interrotta e come conseguenza al piccolo è stato somministrata una dose di farmaco sette volte superiore a quella prevista: un errore che per il bambino si è rivelato fatale. È quanto ha scoperto ora una inchiesta sul decesso del bimbo britannico, avvenuto al Whiston Hospital, nel Merseyside, nel gennaio 2017.

Per gli inquirenti la morte del bambino è stata causata da una overdose di farmaci ed era evitabile se solo i medici avessero comunicato di più tra di loro. Nel caso del piccolo dunque vi è stata negligenza da parte del personale sanitario. Una realtà che ha lasciato la famiglia  e i genitore del piccolo ancora più sconvolti. " Era un bimbo sempre felice e sorridente, ha portato tanta gioia e felicità nella vita di tutti quelli che lo hanno incontrato. Non ci sono davvero parole per descrivere come ci sentiamo ora che Jake ci è stato portato via" hanno ricordato i genitori che ora  sperano che almeno la sua morte serva a cambiare la gestione delle emergenze pediatriche in modo da prevenire la morte di altri bambini.