Pantani vince il Tour de France del 1998.
in foto: Pantani vince il Tour de France del 1998.

"Si dice che Marco Pantani era sempre stato in quella stanza (in cui è stato trovato morto il 14 febbraio del 2004, ndr) e che era solo. Eppure andando a scavare alcuni giornalisti hanno scoperto che lui da quella stanza è uscito. Qualcuno era con lui quando la morte è arrivata". Sono le parole Umberto Rapetto, già generale di brigata della guardia di finanza, davanti alla Commissione parlamentare antimafia parlando della morte del ‘pirata’. Rapetto ha fatto riferimento in particolare "delle macchie di sangue" e di come, al momento del ritrovamento del cadavere, "era posto il braccio: non si può pensare che sia stato lo stesso ciclista a spostarlo". Il generale ha parlato della presenza di un "enorme grumo di sangue sul pavimento con al centro una pallina bianca, intonsa, perfettamente bianca". Per Rapetto "è uno dei grandi misteri: nonostante sia stata nel sangue, la pallina non ne era stata intaccata".

Qualcuno "infastidiva" Pantani il giorno della morte

Rapetto ha poi evidenziato che l’hotel in cui il campione di ciclismo alloggiava aveva “dei sotterranei e un garage, era un albergo usato forse anche per passare qualche ora in intimità, l’accesso dal garage era fuori da qualunque controllo”. Altro punto sul quale il generale ha sollevato l'attenzione dell'Antimafia è il fatto che Pantani chiese più volte alla reception, il giorno della morte, di chiamare i carabinieri "perché c'è qualcuno che da fastidio". Quel qualcuno, fa notare Rapetto, "potrebbe essere arrivato dal garage. Le Iene hanno sentito la ragazza all'ingresso dell'hotel e il proprietario: nessuno ricorda nulla nè ha idea del perchè non si sia dato luogo ad una richiesta di aiuto tanto insistente”.